Regioni benchmark in sanità: il provvedimento in GU

Pubblicata la norma che condurrà all’individuazione delle 3 Regioni di riferimento per la definizione dei costi e fabbisogni standard nel settore sanitario

È stata pubblicata ieri, 11 giugno, in Gazzetta Ufficiale la delibera del Consiglio dei ministri per la definizione dei criteri per la scelta delle Regioni di riferimento ai fini della determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario. Il provvedimento considera elegibili le Regioni che rispettino i seguenti criteri: aver garantito l'erogazione dei Livelli essenziali di assistenza e l'equilibrio economico-finanziario del bilancio sanitario regionale; non essere assoggettate a piani di rientro; essere risultate adempienti alla valutazione del Tavolo di verifica degli adempimenti regionali in materia sanitaria. Sulla base di questi criteri, i ministeri della Salute e dell'Economia individueranno le 5 Regioni di riferimento, inserendole in un’apposita graduatoria dalla quale verranno scelte le tre Regioni di riferimento.

Prende corpo quanto previsto dal dl 68/2011, che disponeva la conclusione del processo delle regioni benchmark entro il 2013, con relativa definizione del calcolo del fabbisogno sanitario nazionale standard e applicazione a tutte le regioni dei valori di costo rilevati nelle regioni di riferimento. Nel corso del 2012, erano stati individuati i criteri di qualità dei servizi erogati, appropriatezza ed efficienza, al fine di consentire la scelta delle Regioni di riferimento; tuttavia, sul provvedimento predisposto, era mancata l'intesa in Conferenza Stato-Regioni.

Finalmente il provvedimento “mette ordine nel settore”, rispondendo ad un’urgenza, rimarcata lo scorso 23 maggio, fra gli altri, dalla Corte dei Conti nel “Rapporto 2013 sul coordinamento della finanza pubblica”. Alla luce dei dati di spesa pubblicati, il documento era sembrato una sorta di monito sulla necessità di migliorare il controllo della spesa in una “giungla” che, malgrado gli interventi, aveva visto metà delle Regioni superare il tetto fissato dalla legge 111/2011 (nel 2012, pari a 5,2% del finanziamento per il Ssn, ovvero circa 5,6 miliardi di euro, poi ulteriormente ridotto prima dal dl 95/2012 ed in seguito dalla legge di stabilità e fissato, per il 2013, al 4,8% e, a decorrere dal 2014, al 4,4%).

Fondamentale, dunque, un riordino, partendo dalla definizione delle categorie omogenee di dispositivi, al fine di “ottimizzare i processi di acquisto, valorizzando la standardizzazione dei prodotti oggetto di acquisizione”. L’esigenza di assicurare rappresentatività a tutte le aree geografiche, nonché di prevedere almeno una Regione di piccole dimensioni (popolazione inferiore ad 1 milione di abitanti) sarà recuperata in sede di determinazione della graduatoria.

La definizione del fabbisogno standard, inoltre, si baserà sui risultati degli studi condotti sulla pesatura della popolazione residente, indice di prevalenza delle malattie ed indicatori di outcome, misurazione dei consumi sanitari, stima della spesa nel medio periodo, ricostruzione della spesa storica.