Ecco la ripresa: aziende e Commissione UE investono in terapie innovative e personalizzate

22 miliardi in 7 anni, la partnership di Efpia con la Commissione rientra fra le Iniziative Tecnologiche Congiunte: potrebbe essere la ripresa

Mentre qualcuno si aspettava che spuntasse di colpo all’orizzonte, improbabile sole di mezzanotte, qualcun altro s’è mosso per costruirla: la ripresa, nel farmaceutico, potrebbe nascere dallo sforzo congiunto di aziende e Unione Europea. Questa volta non solo un effetto annuncio, ma 22 miliardi di euro in sette anni, più concreti e più agognati che mai.

 

I grandi produttori riuniti nell’Efpia (European Federation of Pharmaceutical Industries and Associations) hanno fondato con la Commissione Europea, nel 2008, l’iniziativa di raccolta fondi e finanziamento massiccio dell’R&D  confluita sotto il cappello dell’IMI  (Iniziativa per i medicinali innovativi, Innovative Medicines Initiative). Allora in molti avevano storto il naso, pensando alla solita partnership fumosa. Ma quel progetto è cresciuto, guadagnando concretezza e credibilità, è stato rilanciato, assumendo il nome di IMI2, è confluito nel Programma quadro europeo Horizon 2020, e adesso ha preso posto tra le 'Iniziative Tecnologiche Congiunte' dell’Unione, consentendo al farmaceutico europeo di brindare a una notizia – giunta in queste ore – che ha il sapore della riscossa: la Commissione europea, gli Stati membri dell'Ue e l'industria investiranno più di 22 miliardi di euro, nei prossimi 7 anni, per favorire l'innovazione nei settori che creano posti di lavoro di elevata qualità.

 

La maggior parte degli investimenti sarà destinata a partenariati pubblico-privato nei campi dei medicinali innovativi, dell'aeronautica, delle bioindustrie, delle celle a combustibile e idrogeno e dell'elettronica. Fra i cinque partenariati pubblico-privato denominati “Iniziative Tecnologiche Congiunte”, figura infatti anche la partnership IMI2, finalizzata allo sviluppo di vaccini, medicinali e terapie di nuova generazione, tra cui nuovi antibiotici.

 

Nel complesso, oltre a investimenti per 8 miliardi di euro proposti sulla base del prossimo programma Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione, saranno garantiti circa 10 miliardi di euro da parte dell’industria e quasi 4 miliardi di euro da parte degli Stati membri.

 

Questi partenariati di ricerca – sottolineano a livello comunitario – daranno slancio alla competitività dell'industria dell'Unione in settori che già procurano oltre 4 milioni di posti di lavoro, e permetteranno di trovare soluzioni alle importanti sfide che deve affrontare la società, e alle quali il mercato, da solo, non offre risposte abbastanza rapide: gli organismi europei si riferiscono al problema della riduzione delle emissioni di carbonio, ma anche allo sviluppo di antibiotici di nuova generazione.

 

“L’Ue – ha detto Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea – deve conservare un ruolo guida nei settori tecnologici strategici a livello globale, che creano posti di lavoro di elevata qualità. Questo pacchetto di investimenti nell'innovazione combina finanziamenti pubblici e privati per raggiungere proprio questo scopo. Si tratta della perfetta dimostrazione del fatto che il bilancio dell'Ue è un bilancio che favorisce la crescita”.

 

“Queste iniziative – ha aggiunto Màire Geoghegan-Quinn, Commissaria europea per la ricerca, l'innovazione e la scienza – non solo rafforzano la nostra economia, ma sono un investimento in una migliore qualità di vita. Questa collaborazione ci consentirà di affrontare questioni che nessuna singola impresa o singolo Paese potrebbero fronteggiare da soli”.