“Nessun paziente è costretto a pagare i nuovi anti-cancro”

Pani e Pecorelli (Aifa) in audizione al Senato: nuova fascia “CNN” e spesa farmaceutica al centro dei loro resoconti

“Nessun paziente è costretto a pagare i farmaci innovativi anti-cancro”. La rassicurazione è arrivata dal direttore generale dell’Aifa, Luca Pani, intervenuto ieri, 11 luglio, in un’audizione dinanzi alla commissione Sanità del Senato.

 

Le preoccupazioni, come noto, nascono dall’entrata in vigore delle disposizioni del cosiddetto Decreto Balduzzi: per rendere immediatamente disponibili gli anti-cancro più innovativi, il decreto firmato dall’ex ministro della Salute prevede che questi nuovi farmaci entrino in commercio prima della negoziazione del prezzo e della contrattazione del regime di rimborso fra azienda produttrice e Aifa. Si crea così un’inedita fascia “CNN”, ossia fascia C, con pagamento a carico del paziente, “non negoziata”. È chiaro che questa previsione “può accompagnarsi ad alcune criticità”, come riportato dal resoconto della seduta di ieri, tuttavia Pani ha affermato che l’Aifa “ritiene che quanto previsto dal decreto sia di per sé positivo”. In sostanza, si legge fra le righe, bene per l’immediato ingresso in commercio dei medicinali più all’avanguardia, ma attenzione a eventuali sperequazioni legate al pagamento dei nuovi farmaci a carico dei pazienti.

 

Pani si è poi soffermato sulla spesa farmaceutica, “in generale contrazione rispetto agli ultimi anni, tanto che, nel dato consolidato del 2012, si registra un recupero di circa un miliardo di Euro”.

Secondo Pani, a livello disaggregato – si legge ancora nel resoconto dell’audizione dinanzi alla commissione Sanità del Senato – si nota che la spesa farmaceutica territoriale conosce un eccesso solo in alcune Regioni rispetto al tetto prefissato, mentre la spesa farmaceutica ospedaliera “sfonda” dappertutto, proprio perché la maggior parte dei farmaci oncologici è impiegata negli ospedali. Si tratta, peraltro, di una tendenza destinata ad accentuarsi in futuro, in ragione del maggior impiego di farmaci innovativi e biotecnologici all’interno delle strutture ospedaliere.

 

Ieri, in Senato, è intervenuto anche il presidente dell'Aifa, Sergio Pecorelli, che ha sottolineato come il nostro sistema farmaceutico giochi un ruolo importante all'interno del Ssn italiano, valutato positivamente a livello mondiale: non solo per i risultati che fa registrare, ma anche perché costituisce l'ultimo esempio di modello universalistico.

 

Pecorelli si è poi soffermato sui progressi compiuti dalla medicina, che non è più “di attacco e di difesa”, ma sempre più spesso medicina preventiva e molecolare. È un cambiamento reso necessario, tra l’altro, da precisi fattori congiunturali, a cominciare dal progressivo invecchiamento della popolazione: il 65% delle risorse, ha fatto notare Pecorelli, sono spese per soggetti di età superiore ai 65 anni.

 

Dopo aver fornito alcuni elementi informativi sulle modalità di assunzione dei farmaci, sulla loro contestualizzazione e sui lavori condotti dall'Aifa sui farmaci biosimilari, Pecorelli ha espresso in conclusione l'auspicio che il Parlamento intervenga concretamente sul tema generale e urgente della prevenzione.