Biosimilare (e non solo): Novartis “sugli scudi”

Il Ceo Jimenez: “Sandoz più avanti di tutti sui biosimilari”, e ancora: “Negli ultimi 5 anni più approvazioni per noi, in UE e USA, di ogni nostro competitor”

Novartis gonfia il petto sui biosimilari: il Ceo, Joseph Jimenez, ha parlato esplicitamente della determinazione dell'azienda di affermarsi come leader incontrastato nell’area dei biotecnologici a brevetto scaduto.

 

Nell’illustrare i risultati finanziari del secondo trimestre 2013, Jimenez ha evidenziato il vantaggio della pipeline  di biosimilari di Novartis su tutti gli altri competitor dell’azienda. Il gruppo Sandoz di Novartis ha all’attivo sette studi di Fase III su cinque biosimilari: “Più di qualsiasi altra società nel nostro settore”, ha rivendicato Jimenez.

 

Fra questi studi, il più importante è un trial in fase molto avanzata sul biosimilare dell’Enbrel di Amgen (etanercept), approvato per diverse indicazioni, ma soprattutto per il trattamento dell’artrite reumatoide moderata e grave.

Per l’ingresso sul mercato di questo prodotto, Sandoz ha una strategia ben precisa: valuterà il suo biosimilare anzitutto come trattamento per la psoriasi a placche moderata e grave, in quanto gli esperti ritengono che questa indicazione possa rappresentare un percorso più agevole verso l'approvazione; in un secondo momento, l’azienda punterà a ottenere, per il nuovo biosimilare, le autorizzazioni relative a tutte le indicazioni per le quali ad oggi è approvato l’Enbrel di Amgen.

 

Biosimilari a parte, Jimenez ha rilevato che solo nel secondo trimestre di quest’anno la divisione farmaceutica di Novartis ha ricevuto ben tre approvazioni: spiccano gli ok, negli Stati Uniti, per Ilaris (canakinumab) contro l'artrite idiopatica giovanile sistemica, e per Simbrinza (brinzolamide / brimonidina) contro il glaucoma. “Negli ultimi 5 anni abbiamo ottenuto più approvazioni, in Europa e negli Stati Uniti, di ogni altro nostro concorrente”, ha chiosato, fiero, Jimenez.