Brevetti: per Teva buone notizie dall’Inghilterra sul fronte Copaxone

La Corte d’Appello per l’Inghilterra e il Galles riconosce i diritti di Teva a mantenere il brevetto sul Copaxone fino a naturale scadenza

Una buona notizia, per Teva, sul fronte Copaxone. Il glatiramer acetato per iniezione del colosso del generico israeliano – un vero blockbuster per il controllo della sclerosi multipla recidivante-remittente – ha incassato dalla Corte d’Appello per l’Inghilterra e il Galles una decisione favorevole al mantenimento del brevetto fino a naturale scadenza, prevista per il maggio 2015.

 

Il giudice di seconda istanza si pronuncia così in accordo con la Corte Suprema del Regno Unito, scacciando i fantasmi, che Teva iniziava a intravedere, di una precoce “expiration ” del brevetto sul Copaxone, farmaco di punta della linea Innovative  dell’azienda, sul quale Teva ha fatturato 4 miliardi di dollari nel 2012

 

“Restano tempi duri per il Copaxone di Teva”, commentano ad ogni modo gli osservatori internazionali, poiché “la scadenza del brevetto rimane incombente – fra meno di 2 anni – e si fa sempre più agguerrita la concorrenza dei farmaci orali”, soprattutto da parte di Gilenya (Fingolimod) di Novartis.

 

Il brevetto sul Copaxone, infine, è insidiato sul fronte giudiziario anche negli Stati Uniti, dove Teva ha già perso un ricorso attraverso il quale tentava di difendere i propri diritti sul farmaco – dinanzi alla US District Court for the Southern District of New York  – e dove pende in appello un ulteriore ricorso su Copaxone, che ha ad oggetto ben nove brevetti detenuti sul farmaco dalla multinazionale israeliana.

 

Le buone notizie che arrivano per Teva dall’Inghilterra rappresentano quindi una boccata d’ossigeno – e non una soluzione definitiva – che l’azienda dovrà sfruttare per mettere a punto una strategia efficace per la difesa della propria leadership nell’area terapeutica della sclerosi multipla.