Amgen e Onyx: un’operazione storica che piace anche a Wall Street

Al centro del deal ‘Kyprolis’ di Onyx, potenziale blockbuster miliardario in area oncologica

Wall Street, sempre più sensibile alle operazioni di M&A  nel campo farmaceutico, sembra guardare con interesse crescente ai deal che riguardano il settore biotech: ieri, al momento dell’ufficializzazione dell’acquisto di Onyx da parte di Amgen, le azioni della società acquirente sono volate in Borsa, sfiorando un +9%. Del resto si è trattato di un’operazione “storica”, che ha riguardato l’azienda leader nelle biotecnologie, la quale è riuscita ad assicurarsi il portfolio  di uno dei suoi più fieri competitor. Non comuni anche i profili “quantitativi” del deal, il quinto in assoluto, per consistenza economica, nel campo delle biotecnologie.

 

Come rilevato dagli osservatori internazionali, Amgen sta tentando di ovviare alla prossima scadenza dei suoi principali brevetti nel campo delle anemie attraverso una presenza più strutturata in area oncologica, settore nel quale l’azienda potrebbe beneficiare di una serie di economie di scala, in quanto è già specializzata in medicinali complementari, ossia di supporto alle terapie oncologiche, ma non direttamente destinati alla cura dei tumori. Di qui l’obiettivo di rafforzarsi nelle cure contro il cancro, assicurandosi uno dei più promettenti prodotti: Kyprolis (carfilzomib)  di Onyx, già approvato negli Stati Uniti per il mileoma  multiplo  e in attesa di semaforo verde da parte delle autorità europee per il 2014.

 

A giudizio degli analisti, Kyprolis – che negli Stati Uniti costa attualmente 10mila dollari al mese per singolo paziente – potrebbe affermarsi come blockbuster multimiliardario nell’area oncologica, dando vita a un giro d’affari di 1 miliardo di dollari entro il 2015 e di 3 miliardi entro il 2021, generando per Amgen, entro il 2018, un incremento del 20% degli utili netti.