Biosimilari: anche la Russia attrae le Big americane

La biotech russa BioCad si contende le offerte dei colossi americani del farmaco

Occhi puntati sulla promettente società di biotecnologie russa BioCad, ben posizionata sul mercato russo e molto attiva nel settore dei biosimilari anticancro. BioCad sta attirando attenzioni, interessi e offerte cospicue da parte dei colossi statunitensi Pfizer e Amgen, che sarebbero tra l’altro in competizione con altre “big”, fra cui Roche e la genericista Teva.

 

BioCad sta lavorando sui biosimilari di alcuni farmaci anticancro fra i più venduti al mondo: un’attività promettente, per un valore complessivo di circa un miliardo di dollari. Secondo ClinTrials.gov, l’azienda sta già effettuando studi clinici di fase III per tre dei suoi candidati biosimilari, BDC-20 (rituximab), BCD-021 (bevacizumab) e BCD-022 (trastuzumab), rispettivamente le versioni biosimilari dei blockbuster anticancro di Roche MabThera, Avastin e Herceptin.

 

Avviatissima sul mercato russo e vincitrice di alcune importanti gare governative, BioCad potrebbe rappresentare, dunque, un obiettivo redditizio, nonostante l’inconveniente della carenza, in Russia, di un quadro normativo stabile e univoco per i prodotti biologici e biosimilari.

 

Le offerte giunte dal mercato statunitense sarebbero peraltro mosse dalla necessità, da parte della società russa, dei fondi necessari a finanziare gli studi clinici dei biosimilari in cantiere. In passato, BioCad ha già collaborato con Pfizer, con cui nel 2012 ha firmato un accordo per la produzione di un farmaco per l’emofilia.