Degenerazione maculare: per Oms bevacizumab essenziale, ma non ha l’indicazione

Il paper dei farmacologi italiani su Avastin o Lucentis per la degenerazione maculare (DMLE). Per Oms è essenziale il farmaco che non ha l'indicazione

Nell’ultimo elenco dei farmaci essenziali stilato dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms)l’unico farmaco anti-VEGF inserito per il trattamento della Degenerazione maculare senile neovascolare (DMLE) è l’antitumorale bevacizumab (Avastin) di Roche.
Nessuna traccia di ranibizumab (Lucentis) di Novartis, che ha invece l’indicazione per questa patologia, nè del più recente aflibercept (Eylea) di Bayer.  

La scelta dell'Oms è stata accolta con favore dalla Società oftalmologica italiana (Sio) che nei mesi scorsi ha apertamente criticato Aifa (Agenzia italiana del farmaco) per aver escluso l'impiego di bevacizumab, il farmaco per anni utilizzato in oftalmologia anche senza specifica indicazione nella DMLE, a favore del più nuovo, ma anche molto più costoso, ranibizumab (Lucentis) che invece è stato sviluppato e registarto per le patologie oculari.

Lo scorso febbraio l’Antitrust ha  avviando un’istruttoria basata sull’ipotesi che le due multinazionali farmaceutiche svizzere abbiano messo in piedi un accordo di cartello per tenere sul mercato italiano soltanto Lucentis:  bevacizumab e ranibizumab sono stati sviluppati dalla biotech Genentech, di proprietà di Roche, e Novartis è, tra l'altro, proprietaria del 33% di Roche.

Mentre resta aperta la questione politico-economica, legata soprattutto a costi e rimborsi, visto che Lucentis costa quasi 50 volte di più di Avastin, la Società italiana di farmacologia (Sif) ha pubblicato un position paper in cui si affronta il problema dal punto di vista dell’appropriatezza.

Per i farmacologi della Sif, i due medicinali, pur avendo lo stesso bersaglio molecolare cioè il fattore di crescita delle cellule endoteliali vascolari (VEGF)  implicato sia nella crescita tumorale che nella degenerazione della macula dell’occhio, hanno diversa struttura, farmacologia e dimensioni.  

L’aspetto in ogni caso più rilevante a nostro riguardo  – si legge nel documento –,  anche se si volesse considerare equivalente il rapporto beneficio/rischio dei due farmaci, è quello legislativo: bevacizumab (Avastin) non è utilizzabile per le stesse indicazioni del ranibizumab (Lucentis) in virtù della legge n. 94 del 1998 che vieta l’uso off label di un farmaco per l’indicazione registrata di un altro medicinale disponibile in commercio”.