Medici del dolore a scuola di diritto: l’intuizione di Grünenthal Italia

Formazione sulla cura migliore, ma anche nozioni sulla responsabilità del clinico: 3 appuntamenti per prevenire la “medicina difensiva” in ambito dolore

L’attenzione crescente, dell’opinione pubblica e del legislatore, su una specifica patologia o su un’area terapeutica , rischia di innescare un costoso paradosso: le risorse che fino al giorno prima andavano perdute a causa della mancata diagnosi e del mancato trattamento della malattia, dal giorno dopo possono andare in fumo per l’impennata della spesa sanitaria, o, peggio, per l’innescarsi del pernicioso meccanismo definito “medicina difensiva”, un approccio terapeutico, quest’ultimo, che “non possiamo più permetterci”, come dicevamo nel numero di Luglio/Agosto di AboutPharma and Medical Devices.

 

Grünethal Italia ha avuto la sensibilità di intravedere il rischio di questo paradosso nel campo del dolore, ma anche il merito di attivarsi per far fronte all’allarme: parte il prossimo 27 settembre, da Stresa, una serie di 3 eventi macroregionali (a Napoli e a Venezia gli appuntamenti successivi) che interesseranno circa 200 medici. I clinici coinvolti non saranno aggiornati soltanto sulle ultime innovazioni farmacologiche per la cura del dolore cronico, ma anche sugli aspetti principali della responsabilità amministrativa, civile e penale del medico in ambito “terapia del dolore”. Nulla meglio della composizione del board  dei formatori chiarisce il focus di questi appuntamenti: in tutti e tre gli incontri, medici e farmacologi saranno affiancati da un magistrato.

 

             

  Thilo Stadler,  Regional General Manager Sud Europa – Amministratore Delegato di Grünenthal Italia

 

“L’area terapeutica del dolore, alla quale la nostra azienda si dedica esclusivamente – ha detto ad AboutPharma  Thilo Stadler, amministratore delegato di Grünethal Italia – deve affrontare in questo momento diverse spinte in conflitto, che bisogna fare lo sforzo di incanalare nella giusta direzione: da una parte bisogna continuare a lavorare affinché il dolore sia correttamente trattato e diagnosticato, facendo leva anche sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica; d’altra parte è necessario uno sforzo, al quale pure le aziende non possono sottrarsi, affinché i medici di famiglia e gli specialisti conoscano i propri obblighi e le proprie responsabilità verso i pazienti che soffrono. Si tratta di doveri chiaramente enunciati nella Legge 38 del 2010, prescrizioni che il clinico deve accogliere come stimoli alla propria professionalità e come provocazioni, in positivo, all’efficienza della propria organizzazione. La conoscenza approfondita di questi doveri diviene allora mezzo indefettibile per la corretta applicazione di una legge preziosa come la 38 del 2010: i medici, attraverso questa specifica competenza, devono farsi non solo applicatori, ma direi ‘profeti’ della Legge 38. Diversamente, cioè a prescindere dal doveroso approfondimento delle norme di diritto, si corre il rischio che la legge venga percepita come prescrizione impositiva, al limite come pura minaccia. E questo, lo abbiamo visto in altre aree terapeutiche, può dar luogo a meccanismi perversi e dispendiosi, come la cosiddetta ‘medicina difensiva’, approccio non solo costosissimo, ma anche capace di deteriorare il rapporto medico-paziente. Questa, in poche parole, l’analisi che ci ha suggerito di promuovere gli eventi macroregionali, rivolti ai medici, che lanceremo a partire dal 27 settembre da Stresa”.