Viagra: sale al 30-35% la quota del generico in Italia

Disponibile anche la formulazione masticabile di sildenafil di Doc Generici, a pochi mesi dalla scadenza del brevetto del Viagra

A soli due mesi dalla perdita del brevetto del sildenafil, la quota di mercato del generico in termini di sell out, è salita al 30-35% (dati agosto 2013). Sono percentuali che solitamente si raggiungono dopo due anni dall’introduzione del generico”. E’ quanto dichiarato da Gualtiero Pasquarelli, amministratore delegato di Doc Generici, alla conferenza di presentazione della formulazione masticabile di sildenafil dell’azienda, immessa  in commercio in Italia  ai primi di settembre in quattro confezioni: 4 compresse masticabili 50 mg (22 euro); 8 cpr masticabili 50 mg (38 euro); 4 cpr masticabili 100 mg (38 euro); 8 cpr masticabili 100 mg (65 euro).  

“La formulazione masticabile – commenta Francesco Montorsi, ordinario di Urologia all'Università Vita-Salute San Raffaele e nuovo direttore scientifico dell'Irccs milanese – ha il vantaggio di allontanare dal paziente l’idea di prendere una pastiglia. Inoltre l’assorbimento del farmaco inizia già in bocca e questo comporta in alcuni pazienti un effetto più rapido”.
 
Doc Generici, genericista  milanese nata nel 1996 dalla partnership tra Chiesi, Zambon e la canadese Apotex e acquisita pochi mesi fa dai Fondi della britannica Charterhouse Capital Partners – è stata tra le prime aziende a reagire alla genericazione del Viagra, riducendo del 60% il prezzo del sildenafil equivalente nella formulazione più venduta, quella da 4 compresse da 50 mg (22 euro verso i 53,85 euro del brand), e del 75% quello della confezione da 25 mg (11 euro vs 46,11). Una riduzione del prezzo del farmaco che mira anche ad arginare il mercato illegale e l’acquisto online del farmaco: secondo un'indagine della Global security di Pfizer, l'80% del Viagra reperito in internet risulta contraffatto.

Il mercato dei farmaci impiegati per la cura della disfunzione erettile (DE), cioè gli inibitori specifici dell’enzima fosfodiesterasi (PDE-5), vale 5,5 miliardi di dollari a livello mondiale; all’interno di questo mercato il sildenafil occupa la seconda posizione, con il 36,6% dei fatturati nel 2012. L’Europa assorbe il 25% dei fatturati e l’Italia rappresenta il secondo mercato continentale dopo il Regno Unito e prima della Germania.

Si stima che in Italia circa 3 milioni di italiani soffrano di DE. “La prima prescrizione in Europa di sildenafil– ricorda Montorsi – è avvenuta al San Raffaele nel maggio del 1994 all’interno dello studio registrativo . Da allora, da un lato il cambiamento dei costumi, dall’altro la dimostrazione dell’efficacia, della sicurezza e della buona tollerabilità del farmaco, hanno ampliato e diversificato la platea di uomini che si rivolge a questo trattamento.