Patto Salute, si accelera: Regioni in conferenza straordinaria a fine mese

Governatori a confronto, il prossimo 30 ottobre, sui risultati dei dieci tavoli di lavoro istituiti a luglio presso il Mise

Le Regioni accelerano sulla messa a punto del Patto della Salute. A questo scopo e' stata convocata per il 30 ottobre una conferenza straordinaria con all'ordine del giorno un unico punto: il nuovo Patto per la salute.

Tra le questioni aperte dai dieci tavoli di lavoro istituiti a fine luglio, presso il ministero dello Sviluppo economico (Mise), ecco cosa c’é sotto la lente: fabbisogno del Ssn e costi standard; aggiornamento dei Lea; rivisitazione dei piani di rientro; ticket; regolamento di definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera; mobilita' interregionale e transfrontaliera.

"Il Patto della salute si deve chiudere prima di Natale: a fronte di un richiesta di responsabilizzazione che abbiamo fatto" al Governo, "cioe' di non toccare  questocomparto, dobbiamo mettere in campo riforme necessarie per superare i limiti che si sono accumulati in questi anni e che non sono un mistero. E il patto e' il luogo in cui incidere". Lo ha ribadito ieri il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nel corso di un'audizione in commissione Igiene e sanita' del Senato. ''In questo momento ci sono commissioni di lavoro che stanno andando avanti sui vari temi'' e sull' applicazione del regolamento sugli standard ospedalieri ''ci sono ancora piccoli punti'' in discussione ma ''si sta arrivando ad un accordo''. Lorenzin ha evidenziato inoltre che si sta cercando di seguire ''la filosofia che permetta di rendere più omogenee, nel rispetto delle differenze territoriali, le best practice'' e si sta andando avanti anche sulla ''riconversione delle piccole strutture''. Ma ci sono anche altri capitoli da affrontare, come la ''e-health'' e tutte le misure che possono consentire ''risparmi in tre-cinque anni di svariati miliardi di euro'' che ''devono essere reinvestiti all'interno del Ssn per garantirne la sostenibilità tra 15-20 anni''. ''Altro aspetto molto importante che stiamo valutando all'interno del Patto è quello dei piani di rientro e quello dello sblocco del turnover''. Il ministro è favorevole, nei limiti delle competenze ''a coinvolgere il Parlamento'', anche attraverso incontri informali, e ha ricordato che compito dei parlamentari, quando inizierà la stagione delle riforme sarà quello di ''introdurre, in modo laico e pragmatico, correttivi al Titolo V''. Se sarebbe ''inimmaginabile tornare completamente indietro – ha chiarito – si può però correggere quello che non ha funzionato''.

E ancora tra le prioritá del Patto per la Salute: assistenza farmaceutica e dispositivi medici; nuovo sistema informativo; piano nazionale prevenzione; ricerca sanitaria; edilizia sanitaria; fondi strutturali e politiche di coesione; attivita' intramoenia; accordi collettivi nazionali per la medicina generale, per la pediatria di libera scelta, per gli specialisti ambulatoriali.