Epatite C: tra pochi mesi approvazione per sofosbuvir e simeprevir

Esperti Fda a favore di sofosbuvir di Gilead e simeprevir di J&J: nuove terapie orali per l’epatite C. Nel 2014 le approvazioni di un business miliardario

Si aprono nuove prospettive di cura e di business per l’epatite C dopo il parere favorevole, la scorsa settimana, degli esperti dell'Agenzia Fda su due nuove terapie orali: sofosbuvir di Gilead  (un potenziale first-in – class inibitore della polimerasi NS5B) e simeprevir di Johnson & Johnson (inibitore della proteasi) .

I panel di Food and drug administration  (Fda) hanno raccomandato all'unanimità l'approvazione di simeprevir per l'uso in terapia a base di interferone, e sofosbuvir sia come interferone add-on, sia per l'uso in un regime senza interferone (interferon-free) per le persone con HCV di genotipo 2 e 3 (che rappresentano il 30% e il 10% dei pazineti con HCV) . 

Nessuno dei due farmaci è stato considerato per l'uso in regimi senza interferone per le persone con HCV di genotipo 1, che rappresenta il 50% di tutte le infezioni HCV. Ci sono studi in corso con l'associazione dei due farmaci.

Sofosbuvir

Il 25 ottobre il panel Fda ha approvato all’unanimità sofosbuvir, il primo inibitore della polimerasi del virus HCV indicato sia in associazione con terapia a base di interferone per le persone con genotipo 1 o 4 mai trattate, sia in associazione con ribavirina per le persone con genotipo 2 o 3 (easier-to treat).
Quest'ulitma indicazione rende sofosbuvir il primo trattamento per HCV senza interferone, farmaco che ha problemi di tollerabilità e resistenza al trattamento. 

Con l’approvazione definitiva attesa negli Stati Uniti entro fine anno, e in Europa nei primi mesi del prossimo, sofosbuvir potrebbe generare, secondo gli analisti, un fatturato di 2 miliardi dollari nel 2014, come prima terapia di nuova generazione. Il farmaco ha mostrato una buona efficacia, sia in combinazione con interferone pegilato / ribavirina che nei regimi completamente orali (all- oral). Questi includono sofosbuvir / ribavirina terapia doppia per le persone con genotipo 2  o 3, sia l'associazione con inibitori della polimerasi NS5A virale,come daclatasvir (ex BMS – 700952 ) o ledipasvir ( GS – 5885 ) per i pazienti con HCV di genotipo 1 . Materiali informativi sofosbuvir sono disponibili anche online

Simeprevir

Dopo l'ok del panel di esperti di Food and drug administration  dello scorso 24 ottobre, Johnson & Johnson attende entro il prossimo 27 novembre l'approvazione di simeprevir, inibitore della proteasi sviluppato da Janssen (divisione famraceutica di J&J) e Medivir, in combinazione con interferone pegilato e ribavirina per il trattamento di genotipo HCV 1 in pazienti adulti con malattia epatica compensata che sono naïve al trattamento o che hanno fallito una precedente terapia con interferone, con o senza ribavirina.

Simeprevir, terapia orale recentemente approvata in Giappone per infezione cronica da HCV il genotipo 1, è anche in fase di revisione in Europa per gli adulti con genotipo 1 o 4 che hanno malattia epatica compensata, con o senza co-infezione HIV-1, e che sono naïve o non rispondono al trattamento con interferone.
Simeprevir è meno efficace tra le persone con HCV sottotipo 1a con mutazione Q80K. Il panel di esperti Fda ha chiesto a J&J di prevedere lo screening per questa mutazione che interessa il 48% dei pazienti statunitensi e il 19% di quelli europei, mentre è rara nei pazienti infettati con virus HCV genotipo 1b. Materiali informativi simeprevir utilizzati dalla commissione sono disponibili online.

Previsioni

Secondo un sondaggio FirstWord (80 gastroenterologi /epatologi e 81 specialisti di malattie infettive di Stati Uniti e EU5) circa il 33% dei pazienti con genotipo 1 saranno trattati con una combinazione di sofosbuvir, ribavirina e interferone: in questo caso, il prodotto di Gilead potrebbe significativamente superare le aspettative degli analisti.

Negli Usa si stimano tra 250.000 e 290.000 pazienti diagnosticati con HCV e non trattati con terapia antivirale, e ulteriori 50.000 – 150.000 pazienti trattati senza successo (no responder). In Italia ci sono circa un milione le persone infettate con virus HCV, ma solo l’1,5% è curato.

Alle cure dell’infezione da virus HCV, causa dell’epatite C, malattia cronica a lenta evoluzione che può portare a cirrosi e cancro (3% dei casi), è dedicato il Focus "Svolta in vista per l'epatite C. L'Italia non può rallentare" pubblicato in AboutPharma and Medical Devices 109