Rasi e Pani a Congresso Fimmg: MMG imprescindibili nella valutazione dei farmaci

Ema e Aifa al 68° congresso Fimmg: MMG indispensabili al processo decisionale sul farmaco

Coinvolgere la Medicina generale nel processo di valutazione e di autorizzazione dei farmaci in seno all'Agenzia europea dei medicinali (Ema), e far sì che l'Italia sia la prima a farlo". E' la proposta lanciata da Guido Rasi, direttore esecutivo dell'Ema, questa mattina (8 novembre) al 68° congresso nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), in corso a Roma.

 "All'Ema – ha ricordato Rasi – valutiamo il profilo rischio-beneficio di un farmaco, ma non è una scienza esatta e addirittura questo avviene con un voto. Le nazioni mandano i loro rappresentanti e si vota, tenendo sempre conto di eventuali richieste e necessità. Questo ci ha spinto a invitare anche i pazienti a bordo del processo decisionale. Ora in quasi tutti i comitati sono rappresentati i pazienti. Voi no – ha detto Rasi rivolgendosi alla platea di medici di famiglia – non ci siete: chi prescrive l'80% dei farmaci non conta nulla. E' un drammatico messaggio che lancio oggi, ma dovete fare una battaglia per sedervi ai tavoli decisionali. I medici di Medicina generale in Europa non sono rappresentati. Ma la buona notizia è che questo processo sta iniziando, il vostro rappresentante Fimmg, Walter Marrocco, è venuto a presentare un documento programmatico, ricevuto molto bene".

Questa mattina al congresso Fimmg si respirava aria di cambiamento, che proveniva non solo dall’Europa, ma anche da via del Tritone: dall’Aifa infatti è arrivata una richiesta di collaborazione ai medici di Medicina generale.  “Siamo venuti alla Fimmg per fare una proposta operativa a un gruppo di medici di famiglia, qualche migliaio per iniziare, che potrebbero dare una mano all'Agenzia del farmaco per  vedere come l'appopriatezza prescrittiva si traduce in risultati concreti sul territorio. Il problema che abbiamo è di fare il follow up  di tutte queste prescrizioni, sia per efficacia che per sicurezza. – ha detto Luca Pani, direttore generale Aifa – Per anni ci siamo concentrati sulla sicurezza, e va benissimo. La nuova normativa sulla farmacovigilanza è straordinaria e sta dando buoni risultati, ma vogliamo anche iniziare a capire quanto sono efficaci le terapie, in quanto tempo e su quali pazienti. Per noi è una questione fondamentale e solo i medici di Medicina generale possono darci questa risposta".

 Pani ha poi fatto notare alla platea di camici bianchi lo scarso utilizzo, da parte dei medici di  famiglia, dell'applicazione messa a punto per la segnalazione degli eventi avversi da farmaci. "Abbiamo messo a disposizione un'applicazione ad hoc per la segnalazione degli eventi avversi, che a breve sarà aperta anche ai pazienti. Ce la invidiano all'estero, dove stanno pensando ora a come farla, mentre noi ce l'abbiamo da un anno, ma voi non la usate".

Con l’obiettivo di favorire un processo di collaborazione con i medici di Medicina generale, Antonietta Martelli, presidente della Commissione tecnico scientifica  dell'Aifa ha ribadito poi l'intenzione dell'Agenzia di coinvolgerli nella valutazione di farmaci innovativi e di uso consolidato, "anche alla luce della necessità di revisione del prontuario farmaceutico nazionale".

Tra le numerose proposte emerse al congresso per ridefinire il ruolo del mmg e dare maggior respiro a un Ssn ormai al collasso non sono mancate sollecitazioni a una revisione del Titolo V da parte di Guido Rasi e Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg, il quale ha sottolineato che “le regioni sono come feudi e noi dobbiamo andare verso l’Europa”.