BMS: cambio di rotta in R&S

Addio a epatite C, diabete e neuroscienze. Bms si concentra su ‘unmet needs’ in immuno-oncologia, Hiv, epatite B, insufficienza cardiaca e malattie fibrotiche

Un parziale cambio di rotta per Bristol-Myers Squibb, che ha annunciato l’interruzione dello sviluppo di alcuni farmaci in tre aree terapeutiche – epatite C, diabete e neuroscienze – per concentrarsi su patologie caratterizzate da bisogni terapeutici non ancora soddisfatti (unmet needs), ad esempio l’immuno-oncologia (in quest’area Bms ha acquisito la biotech Medarex, con la quale sta sviluppando un nuovo anticorpo monoclonale per il melanoma), l’Hiv, l’epatite B, l’insufficienza cardiaca, l’oncologia e le malattie fibrotiche.

 

La notizia è arrivata proprio all’indomani del deposito da parte di Bms, presso le autorità regolatorie giapponesi, della richiesta di registrazione di un nuovo trattamento orale senza interferone e ribavirina per la cura dell’epatite C.

 

La riorganizzazione della ricerca comporterà un piccolo taglio delle risorse dedicate: circa l’1%, per un totale che si aggira attorno ai 70 ricercatori, alcuni dei quali provenienti da ZymoGenetics, biotech americana rilevata nel 2010.

 

Laura Hortas, portavoce dell’azienda, ha comunicato che questo cambio di rotta dell’R&S di Bms comporterà l’interruzione dello sviluppo – in fase iniziale – di 16 farmaci, di cui 6 per la cura dei tumori, uno per il diabete e 2 nell’area terapeutica delle neuroscienze.