Scaccabarozzi ai Mmg: collaborare insieme e riformare titolo V

Dialogo aperto con l’industria del farmaco per fare sistema:ecco la ricetta del presidente di Farmindustria al congresso Fimmg contro lo smantellamento del Ssn

Per riportare al centro del sistema Salute il paziente e dare maggiore autonomia di scelta al medico, il settore farmaceutico deve rimanere unito: “Anche i diversi attori che di solito sono in concorrenza. Bisogna passare dalla logica della contrapposizione a quella della collaborazione e intraprendere una revisione del Titolo V,  altrimenti il Ssn sarà a breve smantellato”. E’ la ricetta per sostenere il  sistema sanitario italiano di Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, che venerdì scorso, 8 novembre, ha parlato ai medici di Medicina generale riuniti al 68° congresso nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg).

“Le Regioni – ha evidenziato Scaccabarozzi – dovrebbero fare un passo indietro, lo dico per tanti motivi. Anche il ministro della Salute nei giorni scorsi ha detto che questo Paese dal 2000 rincorre sistematicamente i problemi creati dalle Regioni, non perché sia  sbagliato o meno il concetto di federalismo, ma perché era nato come concetto di gestione, mentre sta contribuendo a disfare il Sistema sanitario nazionale, le industrie e la professione medica. Oggi fare il medico in una Regione è diverso dal farlo in un’altra, e anche essere paziente è diverso in una Regione rispetto a un’altra”.

Il presidente di Farmindustria ha poi ricordato che se le anticipazioni sulle misure che sarebbero contenute nel Patto per la salute si rivelassero vere “sarebbe il tentativo finale di smantellare qualcosa che è il fiore all’occhiello del Paese, e cioè il Ssn. Si deciderebbe di non decidere, di non mettere le mani laddove si dovrebbero mettere e di metterle dove non si dovrebbero mettere. Ma il Governo sta facendo uno sforzo, ci ha detto che il Ssn non si tocca. Non dobbiamo essere noi a fare che non sia così: dobbiamo essere uniti, se non lo facciamo adesso non lo potremo fare più'”.