C’è del rock nel big-pharma world

La JC Band di Massimo Scaccabarozzi e dei “musicisti dipendenti” di Janssen ha dedicato una serata ai 40 anni di 'Attive come prima Onlus'

Ogni tanto serve un po’ di rock per ricordarci che basta poco per fare un gesto di solidarietà. Nella serata di ieri la JC Band, vale a dire l’ensemble di Massimo Scaccabarozzi e dei “musicisti dipendenti” di Janssen, ha dedicato sudore, chitarre e microfoni ai 40 anni di Attive come prima, associazione di persone passate attraverso l’esperienza drammatica di una malattia oncologica. Sette musicisti in scena, circa due ore di musica, momenti più torridi ed altri più soffusi per una serata di buon sound e atmosfera rilassata. In scaletta la JC Band (giunta ormai al quinto anno di vita) ha presentato una ventina di pezzi, con grande utilizzazione del repertorio di Vasco Rossi (da Rock’n’roll show  a Stupendo, passando per T’illumini  e C’è chi dice no ), ma anche con brani di Ligabue (Urlando contro il cielo ) e con classici del rock come Twist and shout.

 

D’impatto notevole le interpretazioni di Because the night  (dalla penna di Springsteen e dal repertorio di Patti Smith), di Vita Spericolata  e di One  (un classico degli U2). Il confronto con tanti pezzi da 90 della rock'n'roll history non ha intimorito la band, che Scaccabarozzi presenta come “un gruppo di dilettanti”, e la definizione non fa una piega, visto che i sette (Maurizio Lucchini  al basso; Francesco Mondino, Orazio Zappalà e Matteo Risi alle chitarre elettriche; Francesca Mattei alle tastiere, Antonio Campo alla batteria e Antonella Campo voce e cori) suonano per diletto. Ma va anche detto che Mondino alla chitarra è un mostro della sei corde sulla scia di Steve Vai, e Campo alla batteria imprime un groove implacabile al suono della band. Da frontman e cantante, lo Scaccabarozzi visto on stage offre ogni grammo di energia spendibile, si esalta nei pezzi del suo amato Vasco Rossi, gigioneggia un po’ quando si tratta di cantare cose morbido-languide, ma si rivela tostissimo nei momenti in cui c’è da scaldare la platea. Serata che si chiude entro le 24, con qualche bis e un finalone intrigante e trascinante con una versione di Emozioni  (Mogol-Battisti), che si intreccia con il poderoso assolo chitarristico di Comfortambly numb  (Pink floyd). Applausi e camicie sudate per la band e per il pubblico. C’è dell’anima anche nel farmaco. E pure del buon ritmo.