Usa, le nuove linee guida anti-colesterolo promettono un boom del consumo di statine

Focus su 4 fattori di rischio e monitoraggio più 'leggero': le nuove linee guida potrebbero far raddoppiare i pazienti che assumeranno statine

Dagli esperti statunitensi dell’American Heart Association  e dell’American College of Cardiology  arrivano le nuove linee guida per la prevenzione cardiovascolare: le nuove indicazioni contengono una vera e propria rivoluzione concettuale, che promette di far raddoppiare il numero di pazienti che assumeranno farmaci a base di statine.

In particolare, all’atto della prescrizione i medici dovranno rispondere a quattro domande per ogni paziente: “il paziente è malato di cuore?”, “soffre di diabete?”, “i valori di LDL superano 190?”, “il rischio di infarto a 10 anni – calcolato sulla base di specifici fattori – è superiore a 7.5?”. Quand’anche una sola delle risposte sia positiva, si dovrà optare per un trattamento a base di statine. In tutti gli altri casi, si consiglierà di modificare la dieta e lo stile di vita.

Secondo gli esperti americani, nell’approccio alle terapie finalizzate al controllo dei livelli colesterolo, la nuova parola d’ordine deve essere “ignorare i numeri”: se finora le statine venivano prescritte in base ai livelli di colesterolo “cattivo”, ovvero la quantità di lipoproteine a bassa densità (LDL) presenti nel sangue, le nuove raccomandazioni eliminano le cosiddette “soglie” di pericolo in termini numerici, suggerendo l’uso di “specifici fattori di rischio”.  

“In sostanza le nostre raccomandazioni dicono che non è importante solo abbassare il colesterolo, ma anche il modo in cui si riesce a farlo", ha spiegato il Presidente del Comitato di approvazione delle linee guida, Neil Stone.