Diabete 5. Matrimonio difficile con i medical device se non riparte la ricerca

Fernanda Gellona, direttore generale dell’Associazione di Confindustria, sull’incidenza del settore dei dispositivi medici in termini di ricerca e innovazione

Dal numero 113 di novembre di AboutPharma and Medical Devices

Dopo il recente caso ligure, che ha riportato in auge il tema dell’attendibilità dei dispositivi per la misurazione della glicemia, Stefano Rimondi, presidente di Assobiomedica, ha sottolineato l’urgenza di porre un freno ai tagli lineari. Con Fernanda Gellona, direttore generale dell’Associazione di Confindustria, l'analisi dell’incidenza del settore dei dispositivi medici sul diabete, in termini di ricerca e innovazione.

Quale ruolo ha il settore dei dispositivi medici nella gestione del paziente diabetico?

È un ruolo decisamente rilevante. Basti pensare alle strisce e ai lettori per l'autocontrollo o ai dispositivi per la micro-infusione, che permettono un controllo costante e continuo del livello glicemico, e la conseguente infusione della giusta quantità di farmaco.

Quanto si investe e si fa ricerca sul diabete in Italia e in Europa?

La diagnostica in vitro, tra i dispositivi medici, è l'ambito in cui vi è il maggior numero di brevetti. Purtroppo in Italia gli investimenti in ricerca sono diminuiti soprattutto a causa dei pesanti tagli alla sanità che hanno reso molto problematiche le innovazioni. A livello europeo invece è la Germania il paese più attivo nella diagnostica di laboratorio sotto il profilo della ricerca, ma anche lì c’è stato un ridimensionamento. Credo che sia molto grave perché il settore vive di questo. Penalizzarlo con tagli lineari o con politiche di acquisto che premiano il prezzo più basso significa impedire lo studio e la realizzazione di soluzioni diagnostiche e terapeutiche sempre più efficaci.

Quali sono le politiche regionali più avanzate?

Certamente quelle che programmano e organizzano l'assistenza ai pazienti diabetici: istituendo centri di diabetologia, chiedendo ai clinici di mettere a punto piani terapeutici per il costante controllo dell'evoluzione della patologia, dando la possibilità di scelta del prodotto appropriato per ciascun paziente e scegliendo le modalità distributive dei prodotti più coerenti con la composizione del bacino di utenza…

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