Giornata mondiale del diabete: una malattia tra terapie costi e complicanze

Il diabete raddoppia i costi. Il 95% delle risorse sanitarie va per curare le complicanze. L'invito alle Regioni di recepire il Piano nazionale.

Nella Giornata del diabete, che in tutto il mondo si celebra oggi 14 novembre, è forte l'invito degli organizzatori italiani a tutte le Regioni di recepire e mettere in pratica il Piano nazionale, diventata legge lo scorso febbraio.  La Giornata, coordinata da Diabete Italia già dal 2002, è stata istituita nel 1991 dall'International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e ha come scopo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla malattia.

In molte Regioni i volontari che organizzano gli eventi proporranno a tutti i cittadini di firmare una cartolina che verrà consegnata all’Assessore alla Salute della Regione, per spingerlo a mettere a disposizione le risorse e le strutture necessarie per prevenire e gestire al meglio il diabete.

Un modello vincente, almeno sulla carta.
Prima al mondo ad avere una legge dedicata al diabete (115/87), l’Italia è all’avanguardia nel management della patologia che è modello per la presa in carico delle altre malattie croniche. Mancano all'appello però molte regioni e tra tagli alle strisce diagnostiche, riorganizzazioni e difficoltà nell’accesso alle cure innovative, aumentano i costi e il paziente fatica a trovare il percorso terapeutico ottimale.

Numeri e dati

dal numero 113 di novembre di AboutPharma and Medical Devices

Nel mondo sono 250 milioni le persone con diabete, l’8,6% della popolazione europea, circa il 6% di quella italiana. Il diabete rappresenta la prima causa di ictus e di infarto oltre a causare complicanze a livello di occhio, rene e nervi e assorbe il 10-15% dell’intero budget sanitario. A descrivere la situazione italiana sono i dati dell'osservatorio Arno Diabete 2012, frutto di una collaborazione fra Cineca e Società italiana di diabetologia (Sid), basati sull'osservazione dei flussi sanitari (ricoveri ospedalieri, prestazioni specialistiche, uso di farmaci, ecc.) di una trentina di Asl dislocate in tutta la penisola su un campione molto rappresentativo: oltre 11 milioni di italiani (uno su cinque). Nel nostro Paese hanno il diabete circa 3.750.000 persone, il dato è prudente perché considera solo i casi noti, ma si stima un diabetico non diagnosticato ogni 2-3 diabetici noti, quindi il valore è tra i quattro-cinque milioni: il 70% in più rispetto al 1997. Nel 90-95% dei casi si tratta di diabete tipo 2 e nel 65% dei casi interessa gli over sessantacinque: meno del 3% dei diabetici ha un'età inferiore a 35 anni ed è di tipo 1.

Trattamento

Nell'83% dei casi i diabetici dell’Osservatorio Arno sono trattati con uno o più farmaci per controllare l'iperglicemia: nel 75% dei casi è metformina (biguanide) da sola o in combinazione con altri farmaci, come da linee guida. La terapia insulinica interessa quasi il 30% dei casi (tipo 2 in fase avanzata). I farmaci orali (sulfoniluree e glinidi), associati al rischio di ipoglicemia, sono ancora largamente utilizzati (45% dei casi) nonostante le linee guida li sconsiglino in molte circostanze, soprattutto nell'anziano e nel soggetto fragile con comorbidità. I farmaci alternativi sono usati solo dal 3%, 5% e 9% dei soggetti, rispettivamente per acarbosio, glitazoni e incretine (orali oppure iniettabili).

Farmaci, visite ed esami

La spesa per i farmaci anti-diabetici nel 2012 è stata di 178 euro per paziente, il 7% della spesa totale per la gestione del diabete (il 23% della spesa farmaceutica). Alla persona con diabete, a causa delle complicanze, vengono date più del doppio delle confezioni di farmaci rispetto al non diabetico (68 contro 32). Fra le 10 classi di farmaci più prescritti, nel 72% dei diabetici si associano quelli per il sistema cardiovascolare (+43% rispetto ai non diabetici), seguono gli antibiotici (+50%), ipocolesterolemizzanti (+153%), antiaggreganti (+93%), antitrombotici (+45%). La spesa per i farmaci (inclusi gli anti-diabetici) è più che doppia (+119%) rispetto ai non diabetici (770 euro contro i 351 nel 2012). Anche se il 25% dei pazienti non ha fatto alcun esame di laboratorio e il 28% non ha fatto alcuna visita specialistica (diabetologica, oculistica, ecc.), la spesa per visite ed esami è del 56% superiore rispetto al non diabetico (377 contro 241 euro).

Ospedalizzazione

I tassi di ospedalizzazione sono circa doppi nel diabetico (333 contro 172 per mille persone anno) e i ricoveri nei diabetici durano di più (in media 10.7 contro 9.0 giorni) e vengono valorizzati/pagati di più (3.975 euro contro 3.762). Il 5% dei diabetici è ricoverato per malattie cardiovascolari contro l’1,5% dei non diabetici.

Spesa
La spesa complessiva per il Ssn per ogni diabetico nel 2012 è stata di 2.511 euro contro i 1.262 nel non diabetico (+98%). La somma è largamente sottostimata rispetto al reale perché calcolata sulle tariffe del rimborso: 14 euro per una visita di controllo che in
realtà costa il doppio al Ssn. Anche sui Drg e costo reale dei ricoveri (la maggiore voce di spesa): il costo reale medio non è 3.975 euro, ma piuttosto 8.025. Con questo aggiustamento, il totale della spesa per ogni diabetico diventa 3.899 euro/anno così composta: ricoveri 2.752 euro (71%), farmaci per le complicanze e le comorbidità 599 euro (15%), farmaci anti-diabetici 171 euro (4%), visite ed esami 377 euro (10%). Si ricavache il 96% della spesa di gestione del diabete non è legata ai farmaci anti-diabetici o alle visite diabetologiche ma alle complicanze e alle comorbidità. La gestione del diabete costa ogni anno al Ssn più di 12 miliardi di euro, l’11% del Fondo del Ssn.

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