IMS: spesa farmaceutica globale in frenata, “tirano” i biosimilari

Tasso di crescita annuale in frenata e biosimilari in accelerazione. Stati Uniti ago della bilancia fra le economie mature

La spesa farmaceutica globale arriverà a toccare quasi 1.100 miliardi di dollari entro il 2015 rispetto ai 965 miliardi del 2012. Al di là dell'apparenza, sono numeri che riflettono un rallentamento del tasso di crescita annuale, che si assesterà fra il 3 e il 6%, nel prossimo quinquennio, rispetto al + 6,2% registrato nel quinquennio precedente.

 

I dati, resi noti da un rapporto IMS Health, individuano due forze principali all’origine del futuro rallentamento della spesa farmaceutica: la riduzione delle vendite negli Stati Uniti e l’impatto delle numerose scadenze brevettuali nei Paesi a economia matura.

 

“Si stanno verificando dinamiche senza precedenti, generate soprattutto dal mix di spesa tra farmaci generici e farmaci di marca”, ha affermato Murray Aitken, direttore esecutivo dell’IMS Heath. In particolare, l’Istituto di ricerche di mercato prevede un aumento consolidato, del consumo di farmaci negli Stati Uniti, dall’1 al 4% fino al 2017, e ciò dopo una prevista diminuzione dell’1,2% nell’anno in corso.

 

Ancora non è possibile definire – secondo il rapporto – il peso che avrà l’Affordable Care Act (la normativa sulla sanità sostenibile americana) sulle dinamiche della spesa farmaceutica negli Stati Uniti. IMS Health – va precisato – ha fornito, con riguardo all’aumento di prescrizioni in America, una “stima conservativa”: da 300 a 320 miliardi di dollari entro il 2017, cifre che potrebbero salire –  fino a un massimo di 420-460 miliardi di dollari – qualora il piano di assistenza sanitaria raggiungesse l’obiettivo di iscrivere al Servizio sanitario i circa 30 milioni di americani non assicurati.

 

Quanto all’Europa, la spesa farmaceutica potrebbe aumentare soltanto del 3% a causa delle misure di austerità varate per limitare la spesa per farmaci di marca.

 

Il rapporto prevede, inoltre, il superamento dei 2 miliardi di dollari annui, entro il 2015, per la spesa relativa ai biosimilari, che subirà un’accelerazione dovuta all’introduzione di nuovi prodotti nel mercato statunitense entro il 2014, nonché al lancio di ulteriori prodotti in Europa.