Eos, la piccola” italiana acquisita in America per 450 mln di dollari”

Storia di un'innovazione possibile anche in Italia: l'interesse della big pharma statunitense per la biotech italiana suscitato dall'antitumorale lucitinab

Ecco come Eos, con i soldi dei francesi e degli olandesi, ha comprato un prodotto di laboratorio statunitense, lo ha trasformato nei laboratori italiani e lo ha rivenduto agli americani.

È forse il più importante deal su una startup biotech mai realizzato nel Belpaese: l’italiana Ethical Ontology Science, fondata dal chimico Silvano Spinelli, è stata acquistata da Clovis Oncology, biofarmaceutica statunitense, per una somma complessiva di circa 450 milioni di dollari.

A mettere in moto questa operazione sono stati i risultati clinici dell’antitumorale lucitanib che hanno sollecitato l’interesse di Clovis, convincendo i vertici a fare un’offerta per l’acquisto della biotech italiana, nata nel 2006 per iniziativa dell’ad Spinelli, Gabriella Camboni, Ennio Cavalletti e Jacques Terrillat.

Nei laboratori della startup è stato messo a punto lucitanib, che nella fase sperimentale, avviata nel 2010, si è dimostrato particolarmente efficace nel trattamento dei tumori al seno e nell’inibizione della formazione e crescita dei tumori dei reni e della tiroide.

Eos ha l’esclusiva mondiale per lo sviluppo e la commercializzazione del farmaco, ma si serve della francese Servier come sub-licenziataria dei diritti in Europa e nel resto del mondo, mentre per Stati Uniti e Giappone i diritti sono della stessa Clovis.

Nel dettaglio, Clovis pagherà 200 milioni di dollari, di cui 10 milioni in contanti e 190 milioni in azioni proprie, cui si aggiungeranno altri 65 milioni subito dopo l’approvazione del Lucitanib da parte della Fda. Altri 155 milioni di dollari saranno versati agli azionisti di Eos al raggiungimento di determinati traguardi commerciali realizzati dalla Servier (nei mercati di sua competenza).

La storia

Nel 2006 quattro soci decidono di fondare la nuova startup e di chiamarla Ethical Ontology Science, presupponendo che non tutta la ricerca sui tumori sia “etica”. “Con la Eos non avevamo nulla – ha detto Spinelli –  se non la nostra esperienza e la consapevolezza che nel mondo ci sono molte più idee che manager disposti a realizzarle”. L’intuizione si dimostra vincente: iniziano a investire i francesi di Sofinnova, gli olandesi di Aescap e nel 2009 anche il fondo italiano Principia I, uno dei più attivi incubatori di startup.

La ricerca delle “buone idee” dei soci italiani sbarca a Moopark, nella Simi Valley, dove ha sede la biotech Advenchen che produce molecole. È qui che Spinelli intuisce le potenzialità di un prodotto di laboratorio (Lucitinab) che ha visto la luce nel 2010: “Abbiamo comprato la licenza per tutto il mondo tranne la Cina, dando mandato ai grandi laboratori italiani di sviluppare il farmaco”.

È così che Eos, con i soldi dei francesi e degli olandesi, ha comprato un prodotto di laboratorio statunitense, lo ha trasformato nei laboratori italiani e lo ha rivenduto agli americani.