Home care 1. Una rivoluzione culturale

Colloquio su opportunità e sostenibilità del sistema con Pierpaolo Vargiu, presidente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati,

Dal numero 113 di novembre di AboutPharma and Medical Devices

L’ assistenza domiciliare è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “la possibilità di fornire presso il domicilio del paziente quei servizi e strumenti che contribuiscono al mantenimento del massimo livello di benessere, salute e funzione”.

Nell’ottica di una maggiore sostenibilità del sistema e per evitare carichi eccessivi a livello ospedaliero, i sistemi sanitari a livello globale stanno ridisegnando la propria offerta di servizi, orientandosi sempre più verso questa forma di assistenza territoriale. Nel panorama europeo domiciliare l’Italia sconta però ancora un ritardo evidente, nonostante registri un costante incremento di pazienti affetti da patologie croniche e sia una delle nazioni più vecchia al mondo. Quali sono le ragioni di questo deficit? Come intervenire a livello politico per superare le difficoltà, con un occhio all’estero? Lo spiega Pierpaolo Vargiu, presidente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati dal 7 maggio scorso. Cinquantacinquenne, cagliaritano, radiologo e medico legale, è stato eletto nella circoscrizione XXVI (Sardegna) per la lista Scelta Civica ed è stato per otto anni presidente della Federazione regionale degli Ordini dei Medici della Sardegna.

Onorevole Vargiu, con l’aumento delle patologie croniche, della non autosufficienza, dell’invecchiamento e delle disabilità si è effettivamente sviluppata in Italia una cultura della domiciliarità delle cure e dell’assistenza?

La domiciliarità delle cure e dell’assistenza è una delle spinte di innovazione e sostenibilità del sistema sanitario nazionale. È evidente che la risposta alla cronicità non può essere ospedaliera. Ma è altrettanto evidente quanto sia difficile modificare l’offerta ospedaliera in assenza di un “polo della presa in carico” che dia serenità “a casa propria” al paziente cronico.

L’assistenza domiciliare è quindi considerata un ambito strategico su cui puntare?

Non c’è dubbio. Il sistema affronta oggi problemi di sostenibilità complessiva che
impongono di ridisegnare la mappa dell’offerta
. Questo deve avvenire sia in funzione dell’appropriatezza della prestazione sanitaria da offrire al cittadino, che della qualità percepita dell’assistenza. Spostare la risposta dall’ospedale verso il territorio non è facile, anche perché richiede una vera e propria rivoluzione culturale nella strutturazione e nell’erogazione della prestazione sanitaria

Continua a leggere il numero 113 di novembre di AboutPharma and Medical Devices