Home care 3. Assistenza sanitaria residenziale: le sfide e i nuovi modelli di servizio

L’aumento dell’aspettativa di vita, legata anche alle nuove terapie oggi a disposizione, facilita il trasferimento delle cure al domicilio del paziente

Dal numero 113 di novembre di AboutPharma and Medical Devices

Di Maurizio Percopo, amministratore delegato, Domedica – Ugo Ecari, direttore medico, Domedica

Il costante aumento della longevità negli ultimi decenni sta mettendo sotto pressione in modo non più sostenibile i sistemi sanitari mondiali, al punto da rendere ormai indifferibile una ristrutturazione dell’assistenza sanitaria residenziale, sia ospedaliera sia territoriale. Uno dei modi possibili è il trasferimento del carico assistenziale ospedaliero (in regime di ricovero, day hospital o ambulatoriale) al domicilio del paziente. Si tratta, in altre parole, di “distaccare virtualmente” una parte del centro ospedaliero che ha in cura il paziente verso il domicilio di quest’ultimo. L’aumento dell’aspettativa di vita, con l’impegno assistenziale acuto/cronico che comporta, costituisce uno dei fattori che pesano in modo più rilevante sui vari Ssn.

Altro fattore causale non secondario, numericamente meno evidente ma molto più impegnativo qualitativamente e socialmente di primaria importanza, è la “conseguenza” dei progressi degli ultimi due decenni nel campo della ricerca medica e farmaco-terapeutica. Numerose patologie croniche progressive a esito invalidante e/o letale (come sclerosi multipla, artrite reumatoide, ipertensione arteriosa polmonare, malattia di Fabry) possono oggi essere sottoposte a trattamenti che ne modificano in modo significativo la storia naturale

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