Autonomia e sostenibilità (risparmi per 774 milioni l’anno): ecco il futuro dell’automedicazione

AssoSalute promuove l’automedicazione responsabile, strumento per indirizzare correttamente la spesa farmaceutica: un trend in crescita

L’empowerment del paziente passa anche per una più ampia diffusione dell’automedicazione, un’abitudine che può garantire la salute dei cittadini e anche – in maniera significativa – la sostenibilità del sistema sanitario. Questo il focus dell’evento “Semplicemente Salute” svoltosi ieri, 3 dicembre, a Milano, promosso da AssoSalute, Associazione nazionale dei produttori di farmaci di automedicazione.

 

I dati emersi dallo studio condotto dall’Associazione europea dell’industria dell’automedicazione (Aesgp) segnalano un potenziale alleggerimento dei conti del Ssn pari a 774 milioni di euro l’anno (Cergas Bocconi, 2013) derivante da un responsabile e appropriato ricorso all’automedicazione, oltre che da un maggior numero di principi attivi disponibili senza obbligo di ricetta. Dall’indagine è emerso, inoltre, che i farmaci senza obbligo di prescrizione rappresentano il 17% delle confezioni di farmaci dispensate in Italia (quasi 316 milioni), per un giro di affari di oltre 2,4 miliardi di euro, pari al 13,7% della spesa farmaceutica territoriale; del totale dei farmaci di “libero uso” venduti nella Penisola, quelli di automedicazione rappresentano oltre il 70%.

 

Benché il nostro Paese sia ancora fanalino di coda per la spesa relativa all’automedicazione, facendo registrare cifre ben inferiori alla media europea – nel 2012, ogni italiano ha speso 28,2 euro, contro la cifra record di 96,7 euro degli svizzeri, leader in Europa, i 64,5 euro del Regno Unito e i 56,6 della Germania – il ricorso all’automedicazione rappresenta un comportamento destinato senz’altro a crescere nei prossimi anni.

 

“Nel 2020 un cittadino su tre avrà più di 60 anni, avremo oltre 300mila ore di tempo libero e altre 240mila ore saranno dedicate alla cura del corpo. La maggiore attenzione alla persona andrà di pari passo con il cosiddetto fenomeno del ‘declino dell’intermediazione’, ossia la tendenza che conduce in tutti i campi, compresa la salute, a una maggiore autonomia da parte dei cittadini”, ha spiegato il sociologo Domenico De Masi, che ha concluso: “Grazie alla globalizzazione e all’innovazione tecnologica, sarà possibile tornare a un’autogestione della propria salute e quindi all’automedicazione”.