Dolore: la metà degli italiani si cura da sé. Antinfiammatori protagonisti delle terapie

Presentati a Milano i risultati dell'indagine Doxa su pazienti, medici di famiglia e farmacisti e i vincitori del IV Premio Giornalistico “Vivere senza dolore'

Cure “fai da te” nel trattamento del dolore per un italiano su due, con una netta prevalenza dell'uso degli antinfiammatori non steroidei o Fans (95%) rispetto agli oppiacei, anche per il trattamento del dolore cronico. In estrema sintesi sono i risultati di una recente indagine nazionale, presentata l'11 dicembre a Milano, condotta da Doxa per conto del Centro Studi Mundipharma su un triplice target – 500 pazienti (25-64 anni) con utilizzo di farmaci antidolorifici negli ultimi 6 mesi, 100 medici di famiglia e 100 farmacisti – per analizzare i rispettivi approcci al trattamento antalgico.

Benché il 91% degli italiani riconosca nel medico di medicina generale la figura di riferimento nella gestione del dolore, nella pratica solo il 24% vi ricorre, mentre il 53% decide in autonomia optando per l’automedicazione e il 20% si rivolge al farmacista. Inoltre, malgrado la crescente fiducia e l’interesse dei professionisti sanitari e dei pazienti nei confronti degli oppiacei, se ne riscontra uno scarsissimo impiego: su 10 analgesici prescritti, uno solo è un oppioide mentre 7 sono Fans. 

“Abbiamo riscontrato un’attitudine positiva verso gli oppioidi e una diffusa consapevolezza della loro efficacia, dichiarata da tutti i target coinvolti nell’indagine – ha spiegato Massimo Sumberesi, managing director di Doxa Marketing Advice – La maggioranza di medici, farmacisti e pazienti è d’accordo su un loro utilizzo più diffuso. Questa propensione favorevole, tuttavia, non si traduce poi in una reale prescrizione o assunzione. Nel passare dalle parole ai fatti, ci si perde nel labirinto della disinformazione, di preconcetti e timori ingiustificati”.

Per limitare gli effetti collaterali degli antinfiammatori, riferiti dal 20% dei pazienti, molto spesso si ricorre ai gastroprotettori, con un evidente aggravio di costi per il Ssn.  “Recenti dati di letteratura mostrano che l’uso protratto di antinfiammatori possa causare non solo danni gastrici ma anche problemi cardiovascolari" ha commentato Massimo Allegri, Dirigente Medico Terapia del Dolore, Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo e Università di Pavia

Dall’ultimo Rapporto Osmed si rileva un progressivo aumento nell’impiego degli oppiacei e “un lieve ma costante calo dei Fans – secondo Marco Filippini, direttore del Centro Studi Mundipharma – I passi compiuti, però, sono lenti e poco significativi. Gli antinfiammatori continuano a costare molto al servizio sanitario e restano in assoluto i farmaci da banco più acquistati, nonostante gli importanti eventi avversi. Il mercato degli oppioidi, pur supportato dalla Legge 38, quest’anno cresce molto meno e sembra in affanno: da ottobre 2012 a settembre 2013, i dati Ims segnalano +17%, contro un +30% dello stesso periodo nell’anno precedente”.

Nel corso della conferenza stampa sono stati proclamati anche i vincintori della IV edizione del Premio Giornalistico “Vivere senza dolore”,  promosso dall’omonima Associazione pazienti, con il grant incondizionato di Mundipharma. Il riconoscimento è andato ad: Alberta Pierobon (Il Mattino di Padova – categoria quotidiani e periodici), Elena Carla Mattioli (Tema Farmacia – categoria stampa specializzata), Simone Turchetti (Tg2, Medicina33 – categoria servizi radiotelevisivi) e Daniele Banfi (Lastampa.it – categoria testate web).
 

“Occorre migliorare l’informazione e la formazione nella ‘real life’ delle cure primarie, coinvolgendo i medici nelle attività formative sul territorio, utilizzando il web e favorendo un cambio di cultura fra gli stessi cittadini”, ha dichiarato Fiorenzo Corti, Responsabile comunicazione nazionale Fimmg. Anche Marta Gentili, presidente dell’Associazione pazienti Vivere senza dolore, ha evidenzia come sia necessario "che tutte le figure coinvolte nel processo educativo si comportino responsabilmente, analizzando in maniera corretta lo stato dei fatti ed impegnandosi in maniera propositiva affinché la Legge 38 sia applicata con scrupolo e serietà”.