Lombardia leader nel settore biomedicale

Presentato a Milano il Rapporto del Centro studi Assobiomedica: Lombardia prima per concentrazione di imprese e fatturato

Numeri da primato per la Lombardia biomedicale: prima per numero di imprese -oltre 800 e 30mila dipendenti- e il 49% del fatturato nazionale. Nella sola provincia di Milano si concetra più del 61% delle imprese lombarde e quasi l’80% del fatturato prodotto nella regione. Questi alcuni dei dati emersi dal Rapporto elaborato dal Centro studi di Assobiomedica, con Assolombarda e la Regione Lombardia, presentato il 12 dicembre, a Milano.

La Regione è ricca di imprese piccole e medio-grandi di medical devices con una notevole presenza di multinazionali del settore – il 76% è controllato da capitali esteri – e una significativa componente  di imprese di produzione per conto terzi pari al 25% del totale (rispetto al complessivo 17% sul territorio nazionale).

“La Lombardia emerge protagonista del settore dei dispositivi medici in Italia – ha dichiarato Luigi Boggio, vicepresidente di Assobiomedica – distinguendosi anche per una presenza superiore alla media nazionale di imprese di produzione, a struttura multinazionale, di proprietà estera e produttrici per conto terzi. Si tratta di un tessuto industriale che va valorizzato perché produce innovazione tecnologica e contribuisce all’eccellenza del Paese e dei servizi sanitari offerti ai cittadini”.

Per competitività territoriale, ambiente ed energia, la Lombardia è il luogo ideale per lo sviluppo del settore biomedicale, ma devono esistere le condizioni.

“Tra gli elementi principali, c'è necessaria la defiscalizzazione delle spese per la ricerca. Visto che i soldi sono pochi, bisogna selezionare i settori su cui investire e i soggetti a cui elargire i finanziamenti. Inoltre servirebbero incubatori specializzati di imprese per le start up”, ha detto Rosario Bifulco, consigliere di Assolombarda.

Fondamentale, secondo Mario Melazzini, assessore regionale alle Attività produttive, "il tema della sinergia, della messa a sistema delle risorse e di progetti condivisi. Una strada che la Lombardia ha avviato con questa legislatura”.

“Ci auguriamo – ha concluso Boggio – che la collaborazione nata con la Regione e Assolombarda sia il punto di partenza per accrescere le potenzialità del settore, puntando a promuovere una domanda di tecnologie sanitarie che premi l’innovazione e la ricerca”.