Pfizer e Teva partono dal Viagra: è il futuro dei blockbuster?

Accordo fra giganti: Pfizer e Teva siglano un'intesa per la genericazione (nel 2017) del Viagra negli Stati Uniti

Quando sul mercato statunitense potrà sbarcare la versione equivalente del Viagra, assisteremo a una dinamica inedita, che potrebbe estendersi ad altre aree terapeutiche e ad altri prodotti di punta: non ci sarà il consueto scontro fra genericisti e produttore del farmaco brand, ma l’ingresso sul mercato di un nuovo “blockbuster equivalente”, frutto di un accordo fra la Big Pharma americana, Pfizer, e il colosso dell’equivalente israeliano, Teva: il nuovo prodotto, tra l'altro, entrerà in commercio nel 2017, tre anni prima della scadenza naturale del brevetto detenuto da Pfizer negli States.

 

I dettagli economici dell’accordo non sono stati resi noti. Resta che Teva pagherà a Pfizer i diritti per la produzione del generico del Viagra, la celebre “pillola blu” contro la disfunzione erettile, che solo l'anno scorso, negli Stati Uniti, ha generato 1,14 miliardi di dollari.

 

La notizia, dunque, è l’accordo in sé, tanto più che il brevetto di Pfizer sul Viagra, negli Stati Uniti, sarebbe scaduto nel 2020. Forse si tratta soltanto di una "rivisitazione" degli accordi di "pay for delay", resta che l’intesa con Teva non solo anticipa il termine per la genericazione, ma forse inaugura anche una nuova prassi: chissà che in futuro la contesa fra genericisti e produttori del farmaco brand – per il mantenimento e la conquista della leadership di mercato sui blockbuster in scadenza – non si trasferisca dai tribunali alle riunioni dei Consigli d’Amministrazione. Con accordi economici vantaggiosi per tutti, naturalmente, sia sul piano finanziario sia a livello strategico: in tal senso, e con riferimento al caso di specie, è interessante notare che il “nemico” giurato del Viagra, cioè Cialis di Eli Lilly, avrebbe perso il brevetto negli States qualche anno prima della “pillola blu” di Pfizer: per la precisione (guarda un po’) nel 2017…