Più potere al ministero e tempi brevissimi: il Patto Salute riparte da qui

Stabilità, sanità transfrontaliera e garanzia di sostenibilità: con queste parole d'ordine il Patto Salute “entro febbraio”

“La riunione di oggi è andata molto bene; siamo d’accordo su due punti principali di quello che deve essere questo Patto della Salute: deve contenere una visione e il pragmatismo”. Due sfide notevoli per ammissione dello stesso ministro: "La prima è l’ambizione di traghettare un progetto di pianificazione del Servizio Sanitario Nazionale che regga la sfida attuale e dei prossimi anni – poi la seconda scommessa –: quella della sanità trasfrontaliera – e infine la prova del nove, ossia la tenuta dei conti – una sostenibilità del Ssn a fronte delle crisi economiche e del problema demografico”.

 

Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha commentato il primo incontro del 2014 con gli assessori alla Sanità e i presidenti delle Regioni per la definizione del Patto per la Salute. “Fino ad oggi – ha dichiarato il ministro – i Patti per la Salute sono stati attuati al 40-50%. Questo deve essere un patto concreto, con degli impegni stringenti da parte delle Regioni in accordo con il Governo, per fare le cose che si sono dette. Quindi anche con un sistema di verifica e di monitoraggio”.

 

Quanto ai contenuti, ha spiegato il ministro, oltre alla riorganizzazione del territorio e della rete ospedaliera, è necessario definire “come affrontare in futuro la compartecipazione della spesa, la questione del personale e lo sblocco del turnover”, e ancora “il meccanismo di aggiornamento dei piani di rientro, così come immaginati gli scorsi anni. Abbiamo affrontato anche il tema spending interna – ha precisato il ministro – cioè quantificare in modo chiaro le risorse che si possono recuperare dai risparmi, e individuare dove investire nei prossimi anni”.

 

Quanto alla tempistica per la definizione del documento, “ci siamo dati tempi molto stretti: 10 sono i capitoli di questo Patto e ci saranno 10 incontri per realizzarli”. Incontri, ha precisato la Lorenzin, “che stiamo calendarizzando. Crediamo di poter finire in tempi molto brevi”.

 

Il rafforzamento dei poteri del Ministero

“È emersa – ha poi annunciato la Lorenzin – da parte di tutte le Regioni, l’esigenza di un rafforzamento del potere di controllo da parte del ministero della Salute sugli aspetti sanitari, i Lea e sul coordinamento scientifico della prevenzione. Sono molto contenta di questa richiesta – ha chiosato – perché ci dà la possibilità di rispondere alle nuove esigenze epidemiologiche che abbiamo nel Paese”.

 

Coletto su rafforzamento dei poteri del Ministero e tempistica

Il potere di controllo da parte del ministero significa “potere di intervenire soprattutto sulle questioni economiche”, ha chiarito il coordinatore degli assessori alla Sanità, Luca Coletto, al termine dell’incontro. “Questo – ha sottolineato – potrebbe servire per accompagnare meglio chi è in difficoltà verso il risanamento. Quindi non la vedo come una prevaricazione del Titolo V, bensì come una cogestione per migliorare le situazioni”.

 

La questione,  ha ribadito Coletto, non può essere aggirata anzitutto per ragioni economiche, “perché quando ci sono sperequazioni eccessive e nessun tipo di intervento da parte dei commissari, continuare su questa strada aggrava i bilanci e non permette un recupero da parte delle Regioni. C’è dunque – ha aggiunto – la volontà di collaborare in maniera più importante, benché – ha tenuto a precisare – non è che il federalismo sanitario abbia fatto male, perché ci sono Regioni in attivo, ma alcune di esse non riescono, e quindi un intervento forte del Governo sarebbe anche auspicabile per risolvere determinate situazioni”.

 

Infine anche da Coletto un’indicazione chiara sui tempi – serrati – per il nuovo Patto della Salute: “Incontri già dalla prossima settimana. Chiuderemo il Patto entro febbraio”.