Gli infermieri cambiano il proprio ruolo tra capacità specialistiche e collaborazioni con le aziende

Al centro del dibattito per la bozza di accordo Stato-Regioni sull’ampliamento delle responsabilità, gli operatori sono sempre più coinvolti dalle imprese

Dal numero 115 di AboutPharma and Medical Devices di febbraio

 

A quindici anni dalla legge 42/99, che ha cancellato la definizione “professione sanitaria ausiliaria”, la rivisitazione degli ambiti di attività infermieristica torna tra gli argomenti di attualità con la recente discussione della bozza di accordo Stato-Regioni di ridefinizione, implementazione e approfondimento delle competenze e delle responsabilità. Un ripensamento spinto dai nuovi bisogni di salute della popolazione, dalla sfida della sostenibilità del servizio sanitario nazionale, dalla diminuzione del numero dei medici e dai progressi scientifici e tecnologici. Un’evoluzione della professione che si riflette anche nel rapporto con le aziende del settore (farmaceutiche e di dispositivi medici), sempre più spinte a rapportarsi non solo con i medici, ma anche direttamente con il mondo degli infermieri.

A fare il punto della situazione, nell’intervista che segue, è Barbara Mangiacavalli, segretario nazionale Ipasvi dal 2006. Dirigente sanitario al Policlinico San Matteo di Pavia, Barbara Mangiacavalli vanta analoghe esperienze nelle aziende ospedaliere San Paolo di Milano e Carlo Poma di Mantova. A ciò unisce una formazione sanitaria (laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche all’Università di Milano) e amministrativa (laurea In Business administration alla Canterbury University e laurea magistrale in amministrazioni e politiche pubbliche all’Università di Milano).

Dottoressa Mangiacavalli, il settore infermieristico è cambiato in tutto il mondo e anche in Italia negli ultimi venti anni. Quali sono le competenze e le responsabilità richieste oggi agli infermieri?

La figura degli infermieri è cambiata negli ultimi anni perché il sistema delle cure è mutato. I bisogni di salute delle persone sono diversi: l’età media della popolazione è sempre più elevata, sono cambiate comorbilità e comorbidità, parole come cronicità, fragilità e disabilità sono temi chiave oggi per il servizio sanitario. Questi nuovi bisogni richiedono prevalentemente cure estensive, piuttosto che intensive, e mettono in discussione la sostenibilità del sistema in base ai principi di universalità ed equità. Da queste determinanti è iniziata una riflessione sul mondo infermieristico. L’evoluzione epidemiologica, socio-economica e scientifica ha richiesto una rivisitazione della formazione, della preparazione, delle competenze e delle professionalità degli infermieri. In questo senso è stata orientata la riflessione politica della nostra federazione negli ultimi anni. Una prima esperienza è rappresentata dal progetto “see and treat” della Regione Toscana in cui è stata affidata agli infermieri la gestione e la dimissione dei pazienti con codice bianco. Partita nel 2011, l’esperienza ha subìto grosse resistenze da parte delle professioni mediche. Il progetto ha avuto però esiti positivi sia dal punto di vista dei pazienti che degli operatori sanitari delle Asl coinvolte…

 

Continua a leggere sul numero 115 di AboutPharma and Medical Devices di febbraio