Statine, il Nice britannico le raccomanda a più persone

Dopo le linee guida statunitensi, anche quelle del Nice britannico propongono di estendere la popolazione da sottoporre a terapia preventiva con statine

Migliaia di persone in più dovrebbero assumere le statine per diminuire i loro livelli di colesterolo e ridurre così il rischio di infarti e ictus. Lo hanno detto a novembre le nuove linee guida dell’American Heart Association, lo ribadisce ora il National Institute for Health and Care Excellence (Nice) britannico, nel suo aggiornamento delle linee guida su questi farmaci.

 

Secondo il Nice, in particolare, andrebbe dimezzata la soglia oltre la quale, oggi, vanno prescritti questi medicinali in grado di prevenire le malattie cardiovascolari, “causa di un decesso su 3 nel Regno Unito come in molti altri Paesi occidentali”. Attualmente le statine vengono raccomandate alle persone che manifestano almeno il 20% di rischio di sviluppare malattie cardiovascolari entro 10 anni; ebbene, il limite, per il Nice, andrebbe dimezzato al 10%, e sulla proposta di abbattimento di questa soglia, ha aperto una consultazione pubblica.

 

Solo in Gran Bretagna, sono 7 milioni i pazienti che ad oggi assumono statine, per un costo annuo stimato di 450 milioni di sterline. I medici hanno a disposizione uno strumento di valutazione del rischio di ogni paziente chiamato Qrisk2, che prende in considerazione la presenza del vizio del fumo, i livelli di colesterolo, la pressione arteriosa e l'indice di massa corporea. Il Nice raccomanda che i medici inizino la terapia con statine per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari con atorvastatina 20 mg. Ai pazienti con malattia cardiovascolare, diabete di tipo 1 o di tipo 2 dovrebbe essere invece prescritta una dose di 80 mg.

 

Secondo Mark Baker, direttore del Centro per la pratica clinica del Nice, “il fumo, la pressione alta e gli alti livelli di colesterolo sono grandi fattori di rischio di malattia cardiovascolare, soprattutto nelle persone in cui se ne riscontra più di uno. Ma il rischio è misurabile – prosegue Baker – e siamo in grado di ridurre sensibilmente la probabilità che una persona vada incontro ad attacco cardiaco, angina, ictus e altri problemi. Le persone dovrebbero essere incoraggiate a migliorare il loro stile di vita e si raccomanda inoltre che le statine vengano offerte a molte più persone: l'efficacia di questi farmaci è ormai ben collaudata e il loro costo è diminuito”.