Farmindustria: obiettivi e preoccupazioni del Gruppo plasmaderivati (Gaef)

Sei aziende si dividono criticità, esigenze e fabbisogni dei pazienti italiani. È un settore in difficoltà anche a causa dei costi della materia prima

Dal numero 116 di AboutPharma and Medical Devices di marzo

All’interno di Farmindustria è attivo il Gruppo aziende emoderivati (Gaef), che associa e rappresenta i produttori di plasmaderivati (Pd), farmaci salvavita utilizzati per il trattamento di malattie rare, in primis emofilie, malattie emorragiche e immunodeficienze, oltre che per sostituire componenti del sangue (albumina e siero). Dallo scorso dicembre a presiedere il Gaef c’è Giuliano Tagliabue, amministratore delegato di Biotest Italia. Ecco le linee portanti del suo mandato.

Dottor Tagliabue, può illustrarci cosa è e cosa rappresenta il Gruppo aziende emoderivati di Farmindustria?

Il Gaef ha precise finalità: impegnarsi negli sforzi verso un aperto e trasparente dialogo con tutte le istituzioni rilevanti e le autorità italiane, nonchè con le organizzazioni non-profit attive nel settore; promuovere l’armonizzazione delle politiche nazionali afferenti il settore, con quelle europee ed internazionali, sulla base di riconosciuti standard regolatori e tecnico-scientifici; impegnarsi a sviluppare costantemente nuove tecnologie per la produzione di farmaci emoderivati di sempre più elevata qualità, sicurezza ed efficacia; incoraggiare l’introduzione e l’applicazione di elevati standard deontologici in tutte le aziende impegnate nella produzione di farmaci emoderivati; favorire e rispettare le politiche che promuovano il libero mercato e che assicurino ai pazienti un’adeguata e sicura disponibilità di farmaci emoderivati. Tutto questo coordinando la propria attività con quella delle associazioni del settore operanti a livello europeo ed internazionale.

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