I generici di fascia C poco conosciuti e utilizzati in Italia

Sale nel 2013 il mercato dei generici di fascia A in Italia mentre rimane quasi invariata la C. Pasquarelli:“La mancanza di informazione è l’elemento chiave'

Andamento a due velocità per i farmaci generici nel mercato italiano. Mentre la quota del mercato dei generici di fascia A (rimborsati dal Ssn) è aumentata del 14% nel 2013, quella dei generici di fascia C (a carico del paziente) è rimasta praticamente invariata registrando un minimo aumento dello 0,9% (dati Ims Health). Questi i dati diffusi, nel corso di un incontro promosso da DOC Generici a Milano che ha rilevato, nella spesa relativa ai medicinali equivalenti, un controsenso, se si considera il risparmio a favore dei pazienti che si genererebbe dall’utilizzo dei generici in fascia C.

“Con l'introduzione della prescrizione condizionata per principio attivo nel 2012 – ha dichiarato Gualtiero Pasquarelli, amministratore delegato di DOC Generici – la quota di mercato dei generici in fascia A ha avuto un incremento significativo. Al contrario, la norma non ha avuto alcun effetto sulla diffusione del generico tra i farmaci di fascia C. L’elemento chiave che spiega la minor diffusione dei generici in fascia C è la mancanza di un’adeguata informazione al paziente sulla loro disponibilità e, soprattutto, sull’opportunità di risparmio che offrono”.

Un problema evidenziato anche da Claudio Marrapese, avvocato specializzato nel settore farmaceutico, che sottolinea come le liste di trasparenza dei farmacia di fascia C siano ferme al 2007 e come "il titolare ultimo della scelta terapeutica deve rimanere il paziente che deve essere messo nelle condizioni di poter scegliere tra il medicinale branded e generico, anche conoscendo il differenziale di prezzo".
 

La diffusione dei farmaci generici “anche nella fascia a carico dei cittadini”, ha spiegato Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana Medicina Generale (Simg), “rappresenta un’occasione di risparmio complessivo della spesa che grava sui cittadini stessi. Un’opportunità per ottimizzare i costi, soprattutto in un periodo di crisi economica come questo”.

 

Nei primi 9 mesi del 2013, la spesa dei farmaci acquistati a carico del cittadino è stata pari a 4,9 miliardi di euro, composta soprattutto dai farmaci di classe C con obbligo di ricetta (11,5%). Sempre in riferimento alla classe C con ricetta medica, la spesa sostenuta dai cittadini dal 2009 al 2013 è diminuita del 6%, mentre il totale della spesa privata – che comprende anche compartecipazione, acquisto privato di fascia A e automedicazione – è aumentato del 15%, nonostante l'ingresso di numerosi farmaci generici in conseguenza delle scadenze brevettuali.
 

“Sono pochissimi i casi di successo dei generici in fascia C e un’eccezione è rappresentata dal sidenafil”, ha aggiunto, infine, Pasquarelli. “Il successo è legato al fatto che il sildenafil rientra in quella piccola classe di prodotti che hanno un richiamo mediatico: la notizia della sua introduzione a mercato è stata diffusamente ripresa dai media. E ancor di più i media hanno sottolineato la differenza di prezzo esistente tra il generico e il Viagra. A soli 6 mesi di distanza dal lancio, il generico ha raggiunto una quota di mercato superiore al 50%, performance rara tra i generici di fascia A e unica tra quelli di fascia C", ha concluso.