Anche Baxter si fa in due

L’anno prossimo Baxter separerà il business degli strumenti medicali da quello dedicato al biotech, che darà vita a una nuova società quotata in Borsa

Dopo gli esempi eclatanti di Abbott, che ha dato vita ad AbbVie, e Pfizer, che ha separato la divisione focalizzata sulle terapie veterinarie (Animal Health), sembra non arrestarsi la tendenza a scorporare il business “non-core”, dando vita a spin off dedicate: è quel che farà anche Baxter – l’anno prossimo, a quanto pare – lanciando una nuova società, quotata in Borsa e focalizzata sulle biotecnologie. La multinazionale statunitense ha annunciato ieri, giovedì 27 marzo, l’intenzione di procedere in questo senso “a metà del prossimo anno”, allegando che l’intera operazione dovrebbe garantire alla società madre – che avrà modo di concentrarsi ancora di più sugli strumenti medicali, dagli inalatori agli infusori – “una crescita attorno al 4%”.

 

Senza rivelare la strategia sottesa a questa mossa, Baxter ha comunque fatto espliciti riferimenti al disegno di fondo che ha ispirato l’operazione, improntato anche in questo caso al tentativo di separare i business più profittevoli da quelli che hanno ancora bisogno di essere rafforzati. “Il nostro business del biotech – ha infatti comunicato l’azienda – che include molecole per il trattamento dell’emofilia e altri disordini della coagulazione, ha generato nel 2013 sei miliardi di dollari, mentre i dispositivi e le apparecchiature mediche hanno prodotto nove miliardi di fatturato”.

 

A seguito della separazione del Gruppo, Robert Parkinson continuerà a guidare Baxter in qualità di Ceo, mentre l’attuale President di BioScience (ramo biotech della multinazionale americana) passerà a capo della nuova società quotata, il cui nome non è ancora stato rivelato.

  

Incalzato dagli analisti, che nel corso di una conference call gli chiedevano perché avesse d’improvviso cambiato idea sulla necessità di mantenere unito il gruppo, Parkinson (nella foto) ha risposto con una battuta ficcante: “Sono sempre stato, e rimango, uno strenuo difensore del modello diversificato nell’healthcare, un modello in grado di generare notevoli vantaggi e di produrre valore. Ma la vera domanda, quando si guida un’azienda è ‘qual è il momento in cui i vantaggi che una spin off potrebbe sempre, in generale, garantire a una società, diventano in concreto una opportunità di valore aggiuntivo per il Gruppo?’. La nostra risposta è che oggi, per noi, è arrivato quel momento”.    

 

Va ricordato infine che negli ultimi 30 anni Baxter ha dato vita a diverse altre spin off, tra le quali Edwards Lifesciences, Caremark e Allegiance Healthcare.