Simpar 2014: dolore, una scommessa ancora da vincere

Al meeting di Roma evidenziate le differenze culturali, cliniche e assistenziali nell’approccio alla terapia del dolore. Ma intanto la ricerca va avanti

"Nonostante vi siano miglioramenti sia nelle conoscenze scientifiche sia nell’organizzazione sanitaria, il dolore acuto e cronico continua a non essere ancora adeguatamente trattato". Ad affermarlo Massimo Allegri, presidente del convegno Study in Multidisciplinary Pain Research (Simpar) che dichiara: "bisogna continuamente riaffermare il concetto che il dolore non è solo un sintomo, ma è una reale malattia che non solo peggiora la qualità della vita delle persone, ma può anche interessare in modo significativo la salute del paziente. Per far questo è essenziale che si mantenga un atteggiamento il più possibile multidisciplinare in modo da poter comprendere tutte le criticità connesse a tale problematica clinica e sociale".

Uno sguardo multidisciplinare e internazionale: questa è la scommessa – potremmo dire vincente – di Simpar 2014, simposio che ha richiamato il 28 e 29 marzo nella splendida cornice del complesso del Santo Spirito di Roma, circa 400 specialisti di terapia del dolore e di cure palliative provenienti da tutto il mondo. Forte la presenza di aziende sponsor (Grünenthal, Ibsa, Mundipharma, Angelini, Alfa Wassermann, B. Braun, Medival, MSD, Smiths, St. Jude, Baxter, Boston Scientific, Corios, Molteni, Luminex, Movi, Tss medical) a dimostrazione di un settore in forte espansione e in cui si allargano ormai le maglie degli interventi terapeutici, che comprendono sia Fans che oppioidi e device con tecnologie più o meno complesse.

L’ampiezza del settore e la vastità della ricerca hanno un corrispettivo meno confortante: la varietà della “concentrazione” dei diversi sistemi sanitari sul tema pain. Una delle sessioni più interessanti del simposio, infatti, è stata quella dove esperti americani, europei ed asiatici hanno fatto il punto sulle problematiche relative al proprio territorio e sulle disomogeneità di approccio culturale ed assistenziale al tema della terapia del dolore. Cosi Chris Gharibo (New York University School of Medicine) ha raccontato come negli Stati Uniti, dove la cura del dolore genera più di 100 miliardi di costi all'anno, l'obiettivo attuale è il razionale uso degli oppioidi, bilanciando il goal primario, "control pain with minimal side effects", con la necessità di non sovradosare il percorso terapeutico.
Decisamente differente la situazione europea, come mostrato da Eija Kalso (Facoltà di Medicina, Università di Helsinki): un recente studio norvegese ha mostrato come nel paese scandinavo solo il 2,9% di pazienti con dolore cronico non maligno usa oppioidi, percentuale che rapportata agli altri dati del vecchio Continente, mostra come il territorio europeo rimane pericolosamente “guardingo”, con una classe medica ancora non completamente formata e sensibilizzata.
Percentuali bassi, ma che comunque, ha sottolineato Kian Hian Tan (Singapore General Hospital), in Asia sono impensabili attualmente, visto il limitato uso di anti-infiammatori e analgesici, e la forte diffusione di medicine tradizionali e alternative, che ostacolano tuttora la diffusione nella pratica medica delle linee guida internazionali.

 In questo scenario sfaccettato e con scarsissima omogeneità territoriale globale (come ben dimostrato da Rene Allard, di Grünenthal, che ha presentato una mappa inedita dalla quale si evince che l'Austria è il paese con la più alta somministrazione in percentuale di morfina, mentre in India e SudAfrica la stessa percentuale èpraticamente ridotta a zero; per l'ossicodone invece, la situazione è drammatica in Africa e in gran parte del continente asiatico), grande spazio si stanno ritagliando terapie basate su ultrasuoni, sulla stimolazione spinale, sulle radiofrequenze, mentre il futuro sarà sempre maggiormente concentrato sulle cellule staminali, sul mondo dei biomarker sulla ricerca in funzione della mappa genomica. Tutte aree di ricerca, sviluppo e investimento su cui Simpar ha contribuito a fare luce.

Prossimo passo, come ricordato in alcune relazioni, gli appuntamento al Minorca Medicine Park (7-11 maggio; http://www.minorcamedicinepark.com), un “global healthcare campus”, dove le tematiche delle terapie del dolore (e non solo) saranno affrontate in modo multidisciplinare.