Biosimilari: l’Europa è il modello al 12th Ega International Conference

Al congresso Ega sui Biosimilari del 3- 4 aprile a Londra tutti gli stakeholder allo stesso tavolo per vincere i pregiudizi. A giugno draft Ce

L’Europa è all’avanguardia per i biosimilari, un modello  a livello internazionale, ma tutti gli attori devono essere coinvolti per un’informazione corretta. Questi in sintesi i contenuti della prima giornata del 12th European Gneneric Medicines Association (Ega) International Biosimilar Medicines Conference che si conclude oggi 4 aprile a Londra.

“Dobbiamo coinvolgere tutti gli stakeholder, aziende, istituzioni, medici e pazienti  per vicere i pregiudizi su generici e biosimilari, primo tra tutti la stessa efficacia rispetto all'originator”, ha detto Adrian  van den Hoven, direttore genrale Ega.

Sono otto i farmaci simili, ma non uguali ai biologici, presenti sul mercato dal 2006, ma “dall’anno prossimo, con l’arrivo dei biosimilari di anticorpi monoclonali per malattie molto più diffuse (come infliximab) –  ha spiegato il direttore generale –  si apre la grande opportunità per poter curare, a parità di budget, più pazienti”.

Un aiuto importante per rendere più omogeneo l’accesso alle terapie nei vari Paesi, viene dalle istituzioni europee. Come ha detto Salvatore D’Acunto head of unit Food and healtcare industries, biotecnology, European Commission (Ce):

“Dal 2010 la Ce ha iniziato un progetto per l'accesso ai farmaci: il “Tajani” platform ha portato alla realizzazione del consensus document What you need to know about biosimilars”.  

Entro il prossimo giugno la Commissione renderà noto un nuovo documento sulla politica industriale  nato dalla fattiva collaborazione tra tutti gli stakeholder. 

“Questa modalità di condividere esperienze, difficoltà e soluzioni è la via maestra che saremmo orgogliosi di poter esportare in tutto il mondo, a partire da ogni singolo paese Ue”, ha concluso D’Acunto.