Novartis, Jimenez rassicura sui posti di lavoro (in Svizzera)

Dopo il deal con GSK, sospiro di sollievo per i lavoratori di Novartis in Svizzera. Ad ora nessuna rassicurazione per l’Italia

I posti di lavoro saranno preservati. Joe Jimenez, Ceo del colosso farmaceutico svizzero Novartis, rassicura così i dipendenti dei siti interessati dal maxi-accordo con la britannica GlaxoSmithKline (acquisizione delle attività oncologiche e cessione ramo Vaccini, anti-influenzali esclusi, per i quali si apre un processo di vendita separato, e creazione di una joint venture nel settore prodotti da banco) e dall'intesa con l'americana Eli Lilly (cessione business "Animal Health").

 

In una conferenza stampa telefonica, il numero uno di Novartis si è soffermato in particolare sul destino degli stabilimenti elvetici di Prangins vicino a Nyon nel canton Vaud (produzione Otc e quartier generale della divisione per l'Europa), di St-Aubin nel canton Friburgo (Ricerca e Sviluppo Salute animale) e di Basilea (sede mondiale Salute animale), tranquillizzando sui livelli occupazionali futuri.

 

Quanto al sito di Nyon (900 addetti), questi impieghi saranno mantenuti, ha assicurato Jimenez. I collaboratori saranno trasferiti nella nuova società frutto della joint venture con Gsk, di cui non si sa ancora il nome. La divisione entrerà a far parte di un’entità più grande che dovrebbe permettere allo stabilimento di svilupparsi al meglio, ha precisato il manager.

 

All'inizio di gennaio Novartis aveva confermato l'intenzione di investire sulla struttura di Prangins, e nella primavera 2013 aveva già annunciato l'investimento di 60 milioni di franchi svizzeri in 3 anni, e di ulteriori 90 milioni entro il 2020. Nessuna conseguenza a livello di impieghi nemmeno per le attività di Veterinaria a Basilea, ha aggiunto il Ceo.