Novartis compra l’oncologia di Gsk e cede a quest’ultima i vaccini. A Lilly l’animal health

Deal per oltre 25 miliardi di dollari. Fra Novartis e GSK nasce anche una joint venture ‘Consumer’. Quale destino per gli stabilimenti di Siena?

Novartis compra l'oncologia di Gsk

Novartis compra l’oncologia di Gsk per 14,5 miliardi di dollari, e nello stesso tempo vende a quest’ultima, per 7,1 miliardi di dollari, la divisione Vaccini (incluso il centro vaccini di Siena, una delle più importanti realtà del settore farmaceutico in Italia). La multinazionale svizzera cede inoltre all’americana Lilly, per 5,4 miliardi di dollari, la business unit dei Prodotti veterinari. Il gruppo di Basilea ha comunicato tutte queste mosse di mercato in una nota, precisando che la cessione del comparto Vaccini a Gsk non comprende quelli influenzali.

Novartis e Gsk creano inoltre una joint venture, dedicata al segmento ‘Consumer’, tra la divisione farmaci da banco (Otc) del gruppo svizzero e Gsk Healthcare. Della nuova società Novartis deterrà il 36,5%.

Una rivoluzione per il colosso svizzero

Quello di oggi è un “momento di trasformazione per Novartis”. Con queste parole Joe Jimenez, Ceo dell’azienda, ha commentato la rivoluzione che il colosso svizzero ha così intrapreso. Il manager ha poi esplicitato gli obiettivi di queste mosse: “Concentrano l’azienda su business principali, con un forte potere innovativo e di scala globale. Migliorano inoltre la nostra forza finanziaria, e si prevede incidano subito sui nostri tassi di crescita e sui margini”, ha dichiarato Jimenez. “Abbiamo anche creato un’azienda leader a livello mondiale – ha aggiunto Jimenez – in Consumer Healthcare, con la nostra joint venture con Gsk”.

Le attività di Siena passano a Gsk

Quanto al ramo Vaccini, fiore all’occhiello di Novartis con base a Siena, “crediamo – ha spiegato il Ceo – che la cessione dei nostri vaccini minori e della divisione ‘Salute animale’ ci consentirà di realizzare un valore immediato da queste imprese per i nostri azionisti. Quelle divisioni beneficeranno del fatto di essere parte di grandi aziende globali, leader nei rispettivi segmenti. I pazienti potranno beneficiare di livelli ancora più elevati di innovazione, che questa maggior focalizzazione potrà consentire. Guardando al futuro, queste mosse posizionano bene Novartis rispetto ai futuri sviluppi del settore Healthcare”.

‘Novartis Vaccines’ è tra i primi cinque produttori mondiali di vaccini. Ed è il secondo fornitore di vaccini influenzali, con due siti in Italia, a Siena e Rosia, dove operano oltre 2.000 collaboratori. L’addio dell’azienda al business Vaccini riguarderà anche il segmento degli anti-influenzali, per il momento rimasti fuori dall’accordo annunciato con con Gsk. “Come parte della strategia per massimizzare il valore, nel contesto della revisione del nostro portafoglio – si legge infatti nella nota diffusa dal colosso elvetico – Novartis ha avviato un processo di vendita separato per il suo business anti-influenzali”.