Buoni e cattivi pagatori. Asl e ospedali virtuosi svelano i loro “segreti”

Interviste ai manager delle aziende pubbliche che rispettano i tempi di pagamento

Tratto da AboutPharma and Medical Devices N°118

Il 2014 riparte con la situazione, ancora irrisolta, dei crediti vantati dalle imprese di dispositivi medici nei confronti di Asl e Aziende ospedaliere e anche con una promessa: quella annunciata dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, che assicura lo sblocco di tutti i debiti delle Pubbliche amministrazioni verso le imprese, per un ammontare totale di 68 miliardi di euro, di cui 22 già erogati. Il disegno di legge sui tempi di pagamento, approvato lo scorso 12 marzo, “dovrebbe portare a un azzeramento dei debiti degli enti sanitari e a una ripresa economica del settore della salute, che conta su questi pagamenti per ripartire” ha dichiarato Stefano Rimondi, presidente di Assobiomedica, a commento della notizia.

A gennaio 2014, secondo i dati elaborati dal Centro Studi di Assobiomedica, la situazione dei crediti non era migliorata particolarmente rispetto dicembre 2012, quando lo scoperto ammontava a oltre cinque miliardi di euro. “I tempi medi di pagamento di Asl e Aziende ospedaliere si sono ridotti di appena 65 giorni – ha spiegato Assobiomedica in un comunicato – passando dai 276 giorni di ritardo di dicembre 2012 ai 211 di fine 2013; e lo scoperto delle imprese, a gennaio 2014, ammontava ancora a tre miliardi e 800 milioni di euro. Inoltre, la quasi totalità degli enti sanitari non rispetta il recepimento della direttiva europea, che impone da gennaio 2013 il pagamento delle fatture a sessanta giorni”.

I casi positivi

Nel quadro eterogeneo delle realtà italiane, balzano subito all’occhio aziende virtuose come l’Ass 4 Medio Friuli di Udine che con un tempo medio di pagamento di 35 giorni a dicembre 2013 si classifica in assoluto al primo posto in Italia. Segue l’Asl 2 Isontina di Gorizia (61 giorni), l’Irccs Burlo Garofolo di Trieste (64 giorni), l’Asl Provincia di Bergamo (66 giorni) e l’Azienda ospedaliera Ospedale Maggiore di Crema (67 giorni). Ma anche aziende come l’Asl 1 di Brindisi che, nonostante i tempi di pagamento superiori ai 60 giorni stabiliti per legge, è riuscita nel solo 2013 a ridurre i ritardi del 66%, passando dai 367 giorni di gennaio ai 124 giorni di pagamento di dicembre. O ancora l’Azienda ospedaliera “S. Croce e Carle” di Cuneo, che è passata dai 392 giorni di gennaio ai 214 di dicembre, tagliando del 45% i tempi di ritardo.

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Dell'argomento se ne parlerà durante il Seminario "Verso lo sblocco dei debiti della P.A.: quali impatti per le imprese healthcare e la sanità pubblica?
Implicazioni legali, economiche e gestionali alla luce del DL 66 del 24/04/2014"
, organizzato da AboutPharma and Medica Devices in collaborazione con Banca IFIS Pharma, che si terrà a Roma il 4 giugno 2014.