Carenza di farmaci: il difficile equilibrio fra libero mercato e diritto alla salute

Gli attori della filiera si sono confrontati al seminario sul commercio parallelo dei famaci, organizzato ieri a Roma

Il principio della libera circolazione delle merci non può essere considerato  preminente rispetto alla tutela della salute pubblica. Tuttavia per la Comunità europea il commercio parallelo rimane un tassello intangibile del Mercato unico e in ogni caso, sarebbe sbagliato individuare nel parallel trade la causa esclusiva della carenza dei farmaci. Questo il fil rouge del seminario sul commercio parallelo dei famaci organizzato ieri a Roma da Hps-Aboutpharma in collaborazione con lo studio associato Baker & McKenzie.

 

In Europa si stanno aprendo nuovi spiragli: “Se fino a pochi anni fa dominava un’incondizionata fiducia nel parallel trade – ha evidenziato Roberto Cursano, legale di Baker & McKenzie – ultimamente interventi legislativi e crisi economica di alcuni stati membri – come quelli adottati dall’Italia con il decreto anticontraffazione – fanno intravedere un’evoluzione. Il commercio parallelo dei farmaci oggi rimane un’attività del tutto legittima, ma con qualche limitazione in più rispetto al passato”.

 

Se in ambito Ue l’orientamento nei confronti del parallel trade sta cambiando, per alcuni esperti di settore resta comunque da dimostrare la relazione di causalità tra carenze di farmaci e commercio parallelo: “Il diritto comunitario impedisce divieti alle esportazioni parallele e neanche il decreto anticontraffazioni potrà rivendicare eccezioni. – ha affermato Claudia Desogus, funzionario dell’Autorità garante della concorrenza – Il fatto però è che di recente alcuni documenti esaminati dall’Antitrust greca legittimano il dubbio che all’origine delle carenze ci siano più i contingentamenti dell’industria che il parallel trade”.

 

Che si tratti di commercio parallelo o di contingentamenti dell’industria gli attori della filiera dovrebbero prendersi le proprie responsabilità e collaborare:

“Se non ci sediamo con Federfarma Servizi e ADF ad un tavolo delle trattative – ha dichiarato Franco Caprino, presidente Federfarma Lazio – per cercare soluzioni concrete alla carenza di medicinali in farmacia, il problema non si risolve. Federfarma Lazio ha smosso il ministero ed ora l’incarico è in capo ad Aifa che deve compilare e aggiornare un elenco periodico dei farmaci soggetti a carenza. Tuttavia dovremmo impegnarci tutti insieme con l'intenzione di strutturare un sistema di controllo molto più serrato e di sollecitare la classe politica ad intervenire a Bruxelles”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra associazioni di categoria con l’augurio che la classe politica sappia utilizzare il semestre europeo di presidenza italiana per far pesare la propria posizione in materia di parallel trade.

La libera circolazione delle merci non può venire prima del cittadino: e’ l’appello che Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, ha lanciato nei mesi scorsi a Unione europea e Governo italiano, e che ieri ha ribadito al convegno, comunicando le iniziative dell’associazione per contrastare la carenza dei farmaci: “Abbiamo chiesto ai nostri soci di non fare esportazione parallela, abbiamo firmato un protocollo d’intesa con Farmindustria per rendere trasparente il percorso del medicinale e presto saremo ascoltati in un’audizione a livello europeo. I nostri obiettivi: nuove norme e maggiore trasparenza”.

In attesa che in Europa all’indomani del voto si parli anche di parallel trade, la filiera si prepara a far fronte comune.