Dolore acuto: Ibsa lancia una nuova arma sottocutanea

Presente ai bassi dosaggi da 25 e 50 mg (oltre al classico 75), la nuova formulazione sottocute di diclofenac consente una rapida azione e l'autoiniezione

Dalla ricerca di Ibsa Farmaceutici arriva una nuova soluzione al dolore acuto. Presentata oggi, 21 maggio, a Milano nel corso di una conferenza stampa, la formulazione sottocutanea di diclofenac (nome commerciale Akis, fascia C) è disponibile in una siringa preriempita che consente al paziente di autoiniettarsi facilmente il farmaco al bisogno. 

Oltre alla somministrazione, la novità della formulazione sottocute è anche nei dosaggi. Per la prima volta il farmaco è disponibile anche nei bassi dosaggi da 25 e 50 mg (mai commercializzati), in aggiunta al classico 75 mg, in accordo con la raccomandazione emessa dall'Ema di usare la più bassa dose efficace del Fans.

"La nuova opzione terapeutica – sottolinea Guido Fanelli, Ordinario di Anestesia e Rianimazione all’Università degli Studi di Parma e Presidente della Commissione per l’attuazione legge 38/10 del Ministero della Salute – offre numerosi vantaggi quali la facilità di somministrazione, la rapidità d’azione e permette di mantenere inalterata l’efficacia analgesica anche in presenza di una riduzione del dosaggio del principio attivo. Questo fatto è ancora più cruciale alla luce delle recenti limitazioni prescrittive Aifa (nota 66) e ne consente l'impiego in tutta sicurezza”.  Ad oggi in Italia vengono spesi 500 milioni di euro all'anno per l'impiego dei Fans e 100 milioni per gli oppioidi.

La realizzazione della nuova formulazione è stata realizzata grazie all’associazione del diclofenac con le beta-ciclodestrine che, come spiegato da Diego Fornasari, Professore di Farmacologia all’Università degli Studi di Milano "aumentano l’idrosolubilità e la biodisponibilità del composto associato ad esse". In questo modo il volume della soluzione iniettabile è stato ridotto del 66%, passando da 3 a 1 ml, e permettendo quindi la somministrazione sottocutanea.

"Avere una formulazione sottocutanea completa le oppportunità terapeutiche offerte dal diclofenac. Fin ora potevamo trattare il dolore acuto con una compressa o con una somministrazione intramuscolare del farmaco, formulazioni che però hanno presentano anche svantaggi: la compressa ha un’azione meno rapida e una possibile gastrolesività da contatto, mentre la forma iniettiva può causare possibili eventi avversi con danni ai tessuti e ai nervi" precisa Fornasari, che aggiunge: "Studi dimostrano inoltre che la risposta analgesica ai due dosaggi di 50 e 75 mg è simile, suggerendo che il dosaggio di 50 mg è spesso sufficiente".

“Un paziente su tre che va dal medico di medicina generale ha una problematica legata al dolore – commenta Pierangelo Lora Aprile, Responsabile area Dolore Società Italiana di Medicina Generale (Simg) – La necessità di avere una risposta rapida al dolore porta all’utilizzo dell’iniezione intramuscolo che è ritenuta molto più efficace rispetto alla via orale. Ma la considerazione che il medico sente ripetere con frequenza è “dottore farei le punture, perché sono molto più efficaci, ma non so chi me le può fare…”. La possibilità di somministrare un farmaco per via sottocutanea già pronto in siringa pre-riempita risolve questo problema. Inoltre avere più dosaggi di un farmaco largamente collaudato come il diclofena consente di modulare la terapia a seconda del paziente, soprattutto se anziano e con la presenza quindi di comorbidità".