Farmaci in gravidanza e in pediatria: Aifa informa le ‘future mamme’

L'Agenzia italiana del farmaco ha presentato ieri 'Farmaci e gravidanza' e 'Farmaci e pediatria'. Obiettivo: orientare ad un suo appropriato dei medicinali

‘Sono in gravidanza, meglio non assumere farmaci’, ‘mio figlio sta male, riduco le dosi di medicinali utilizzati per gli adulti 'ritarandole' in base al suo peso e all'età’: sono due degli errori più comuni in cui incorrono donne in gravidanza e genitori. Con l’obiettivo di 'orientare' la popolazione generale e gli operatori sanitari sull'importanza che un uso corretto  e appropriato del farmaco riveste in gravidanza e in età pediatrica, l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha lanciato le campagne informative  "Farmacie e gravidanza" e "Farmaci e pediatria", presentate ieri a Roma presso il ministero della Salute.

Oggi la maggior parte delle donne incinta preferisce  non curare i propri disturbi perchè teme di nuocere al feto, senza sapere che gli effetti  teratogeni legati all'impiego di farmaci in gravidanza si verificano solo nel 2% dei casi.

"Spesso le donne pensano che durante i 9 mesi  non devono assumere alcun farmaco – ha sottolineato Luca Pani, dg Aifa – mentre è molto peggio non prendere  nulla che prendere i giusti prodotti". Il progetto rivolto alle future mamme si concretizza in una serie di schede consultabili  online sul sito www.farmaciegravidanza.gov.it, relative alle principali patologie  intercorrenti, ricorrenti e croniche in gravidanza.

 

"Oggi siamo bombardati dalle informazioni soprattutto navigando su internet – ha detto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – ma credo che proprio per questo siamo molto più disinformati che informati. Questo progetto è estremamente utile perché contiene le  risposte 'certificate' a tutti i dubbi delle future mamme, anche  quelli più banali".

 

C'è poi una parte è dedicata all'informazione per gli operatori sanitari, con 70 schede che offrono la descrizione  della patologia, l'andamento e la gestione in gravidanza e il tipo di  terapia farmacologica disponibile in corso di gestazione e in  allattamento. Il comitato scientifico del progetto ha infatti  analizzato, grazie a un'accurata revisione della letteratura e delle  recenti evidenze, gli oltre 270 principi attivi con il profilo beneficio-rischio più favorevole associati alle patologie individuate,e per ciascuno di essi è stata realizzata una scheda tecnica descrittiva.

La disinformazione non colpisce solo le 'future mamme', ma anche bambini e adolescenti che vengono trattati come 'piccoli adulti'. Il consiglio ai genitori è di non 'sperimentare' i farmaci indicati per gli adulti sui figli, somministrandoli senza il controllo del pediatra e con dosi e durata delle terapie approssimativi. L'Aifa ricorda che circa il 70% dei farmaci  utilizzati in età pediatrica è testato solo sugli adulti, ma i bambini hanno bisogno di approcci terapeutici specifici a causa delle peculiarità che li contraddistinguono.

Con l’obiettivo di  diffondere informazioni certificate e  corrette sull'impiego dei farmaci in questa delicata fascia di popolazione e orientare le scelte prescrittive verso il maggior grado  possibile di appropriatezza, nell'ambito della campagna promossa da Aifa verrà anche lanciato un sito che conterrà un database con l'elenco dei medicinali disponibili per la popolazione pediatrica (anche quelli off-label, ovvero fuori indicazione) e la relativa posologia.

Il problema, hanno sottolineato gli esperti, è che sono ancora troppo poche le sperimentazioni pediatriche pari a poco meno del 10% del totale. Da qui la richiesta delle Società scientifiche di effettuare un maggior numero di studi clinici in ambito pediatrico.

In Europa è stato introdotto il Regolamento pediatrico, che prevede la presenza di  dati su studi in età pediatrica per ogni nuova richiesta di Aic o di  estensione delle indicazioni, attraverso l'istituzione dei Piani di  investigazione pediatrica. A 5 anni dalla sua introduzione, l'Agenzia europea dei medicinali (Ema) e la Commissione europea hanno concluso che la strada per avere molti più medicinali testati sui bambini è ancora lunga. "Il numero di trial su pazienti pediatrici in Europa – ha  evidenziato Pani – è comunque  aumentato dai 235 nel 2005 ai 360 nel 2011"

Entrambi i progetti si completano con un'articolata iniziativa di comunicazione a livello nazionale, fra affissioni, materiale  informativo distribuito sulle testate femminili e spot radiotelevisivi che saranno trasmessi a livello locale e nazionale.