Non solo questione di bilancio: Ministero e Aifa credono nel generico e nel biosimilare

Il Sottosegretario al Ministero della Salute, De Filippo, e il direttore del Centro Studi Aifa, Paolo Siviero, a margine del Convegno nazionale AssoGenerici

Non solo un “bilancio positivo” dal punto di vista della sostenibilità, come abbiamo riportato subito dopo la conclusione dei lavori del Convegno nazionale di AssoGenerici: ieri, a Roma, a margine della convention  dei produttori di farmaci “a brevetto scaduto”, importanti riconoscimenti al ruolo svolto dal comparto degli equivalenti e dei biosimilari sono arrivati anche da parte di esponenti di spicco della sanità e della politica.

 

Alcune dichiarazioni hanno confermato come l’accessibilità e l’equità delle cure, cui era dedicato l’appuntamento di ieri, non possano che procedere di pari passo, soprattutto nella congiuntura attuale.

L’attuale normativa che regola la prescrizione dei farmaci equivalenti è stata apprezzata dai rappresentanti  delle industrie produttrici perché ha rappresentato un salto in avanti per l’accesso a questi medicinali, che rappresentano un’alternativa solo in termini finanziari, non certo per qualità, sicurezza ed efficacia, ormai ampiamente dimostrate”, ha detto il Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo.Permangono ancora differenze tra una regione e l’altra nel ricorso al generico – ha riconosciuto il sottosegretario – e questo è un fronte aperto. Quanto al biosimilare, siamo certi che rappresenta uno strumento altrettanto utile per la sostenibilità dell’assistenza sanitaria”.

 

    

“È evidente l’importanza del ruolo che i farmaci equivalenti hanno svolto per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale”, ha dichiaratoa sua volta Paolo Siviero, direttore del Centro Studi dell’Agenzia Italiana del Farmaco, “ed è da questa constatazione che occorre partire per cogliere l’occasione che si prospetta con i farmaci biosimilari, che rappresentano non soltanto un’occasione di risparmio, ma anche di ampliamento del ricorso alle terapie avanzate. I medicinali finora registrati possono esibire un bilancio positivo: quelli che verranno in futuro sono sostanze più complesse e con indicazioni importanti – basti pensare agli anticorpi monoclonali. Sarà dunque fondamentale fare corretta opera di informazione per superare eventuali timori e resistenze, a partire dalla circostanza che il percorso registrativo è ben differente da quello dei generici: non si tratta di dimostrare la bioequivalenza rispetto all’originale, ma di provare attraverso studi clinici sicurezza ed efficacia. L’AIFA è pronta a studiare tutti i possibili supporti che possano aiutare i clinici italiani a  superare le diffidenze iniziali”.