L’FDA approva il Valsartan equivalente di Ranbaxy

Riconosciuta bioequivalenza rispetto a Diovan ® di Novartis, che genera 2,2 miliardi di dollari in USA. Versace: “Conferma della qualità dei nostri prodotti”

La FDA statunitense ha approvato la versione equivalente, prodotta da Ranbaxy, del Diovan® (valsartan) di Novartis. La multinazionale indiana potrà quindi produrre e commercializzare, con una esclusiva di sei mesi, attraverso la sua consociata statunitense Ohm Laboratories,  interamente di proprietà di Ranbaxy, il Valsartan compresse da 40 mg, 80 mg, 160 mg e 320 mg.

 

Il Valsartan è indicato per il trattamento dell’ipertensione e dell’insufficienza cardiaca, ed è un prodotto che genera, per Novartis, un fatturato annuo di circa 2,2 miliardi di dollari: il colosso svizzero, naturalmente, è ora destinato a cedere parte di queste quote di mercato negli Stati Uniti, in favore della versione equivalente prodotta da Ranbaxy.

“Da qualche tempo preannunciavamo l’imminente approvazione del nostro Valsartan da parte della FDA – ha dichiarato Bill Winter, Vice President di Ohm, detenuta da Ranbaxy – e siamo molto lieti che questo processo sia finalmente giunto a compimento. È la conferma della nostra volontà di continuare a garantire alta qualità e medicinali a prezzi accessibili per i pazienti e per i prescrittori, tra l’altro a beneficio del sistema sanitario degli Stati Uniti. Il valsartan si aggiunge infatti al nostro portafoglio sempre più esteso di farmaci generici, medicinali che hanno svolto un ruolo fondamentale per la sostenibilità di terapie altrimenti sempre più costose”.

 

Il via libera per valsartan equivalente da parte della Fda è stato salutato con entusiasmo anche da Ranbaxy Italia: “La notizia che giunge dagli Stati Uniti conferma, grazie all'approvazione della FDA, che il marchio Ranbaxy è associato a prodotti e processi di assoluta qualità – ha commentato Massimo Versace,  Country Manager di Ranbaxy Italia –. La nostra speranza  è che anche nel nostro Paese gli equivalenti Ranbaxy, non solo in ambito cardiovascolare, siano sempre più riconosciuti come partner della salute da medici e pazienti, assicurando al SSN quel risparmio necessario per puntare sulla effettiva innovazione”.