Responsabilità medica: l’Aogoi chiede l’intervento dell’Ue

Per i ginecologi italiani serve una direttiva europea che uniformi le norme sulla responsabilità professionale e sulle coperture assicurative

Promuovere una Direttiva europea a tutela dei medici e dei pazienti e dare vita al primo network europeo di Ginecologia e Ostetricia: ecco gli obiettivi principali dell'Aogoi (l'Associazione dei ginecologi italiani: ospedalieri, del territorio e liberi professionisti) che ha promosso la Conferenza internazionale sulla responsabilità professionale svoltasi oggi, 2 luglio, a Roma, presso Palazzo Marini.

I dati parlano di un'Europa dove si registra un boom di denunce per malasanità e malpractice: negli ultimi dieci anni il fenomeno del contenzioso medico legale e delle denunce è cresciuto tra il 200 e il 500% in Germania, Italia e Spagna. Nel Belpaese ogni anno si registrano 31mila denunce per malasanità, con costi che oscillano tra 850 milioni di euro e 1 miliardo e 400 milioni.
In mancanza, sia a livello assicurativo che delle singole nazioni, di report dedicati e capaci di monitorare il fenomeno negli ultimi mesi l'Aogoi si è attivata attraverso il coinvolgimento del Parlamento europeo e della stessa Direzione Generale Salute della Commissione europea.

Per il raggiungimento di questi obiettivi l'Associazione dei ginecologi ha elaborato delle proposte specifiche: una più omogenea disciplina della responsabilità sanitaria negli Stati membri; la previsione dell'assicurazione obbligatoria delle strutture sanitarie per il risarcimento dei danni ai pazienti derivanti da condotte colpose dei sanitari o da carenze strutturali e organizzative; l'obbligatorietà di sistemi di monitoraggio, riduzione, gestione dei rischi e degli eventi avversi con la creazione di un'Agenzia europea e agenzie nazionali; la creazione di un network europeo degli ostetrici-ginecologi per la costante consultazione con le istituzioni comunitarie, Parlamento europeo, Consiglio d'Europa.

''Il problema della colpa professionale del medico – ha sottolineato il Commissario Ue alla Salute Tonio Borg in una nota – chiama in causa il legislatore e giudice nazionale deputati ad identificare ed applicare una disciplina più al passo con i tempi e meno penalizzante per i medici, tuttavia un confronto con le previsioni vigenti con gli altri Stati dell'Unione potrà senz'altro favorire l'auspicata armonizzazione delle norme e delle prassi''.

"Il network – ha spiegato Vito Trojano, presidente dell'Aogoi – costituirà il 'peso specifico' necessario per promuovere gli obiettivi dei ginecologi italiani: con la condivisione delle altre associazioni scientifiche sarà possibile, come auspichiamo, mettere a punto strumenti legislativi comunitari in grado di tutelare efficacemente sia i medici che i pazienti. Poiché le Direttive vanno obbligatoriamente attuate negli Stati membri, il legislatore sarà finalmente 'costretto' ad assumere delle iniziative che riteniamo non più procrastinabili. Se riusciremo nel nostro intento – ha concluso Trojano – avremo dato un importante contributo alla costruzione di quello 'Spazio sanitario europeo' di giustizia e sicurezza che ci consentirà di vivere con maggior serenità la nostra splendida professione''.

 ''La responsabilità medica in ambito sanitario è una delle grandi priorità di questa legislatura. Sarebbe triste privare i medici, il personale sanitario e cittadini dell'indispensabile sicurezza delle cure''. Ad affermarlo è Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Sanita del Senato, che sulla scadenza dell'obbligo assicurativo per i medici del Ssn prevista per il 14 agosto ha assicurato: ''non scatterà più perche' il decreto sulla Pubblica amministrazione e' esplicito su questo punto: l'obbligo rimane solo per i professionisti del privato, quindi nel pubblico non c'è. Ed è un fatto positivo – ha aggiunto – è ovvio che l'assicurazione rimane in capo alla struttura pubblica''.