Accordo raggiunto: AbbVie compra Shire per 53 mld di dollari

Gli azionisti di Shire deterranno circa il 25% della nuova entità. E' l'ultimo caso di acquisizione del settore guidata dal fenomeno della tax inversion

E' ufficiale: i board di Shire e AbbVie hanno reso noto di aver raggiunto un accordo per la fusione di Shire con AbbVie per un valore totale di 53,52 miliardi di dollari.

In base ai termini dell'operazione, per ogni azione di Shire verranno corrisposti 41,82 dollari in cash e 0,8960 azioni della nuova AbbVie, un premio del 535 rispetto al prezzo di chiusura del 2 maggio scorso, il giorno precedente alla prima offerta di acquisto di Shire. Secondo quanto stimato da FirstWord, gli azionisti di Shire deterranno circa il 25% della nuova entità. 

Dopo il rifiuto di quattro offerte precedenti (l'ultima a 51 miliardi di dollari), si conclude così il tira e molla tra le due farmaceutiche. La chiusura finale della transizione è prevista nel quarto trimestre dell'anno.

Si tratta dell'ultimo caso di acquisizione nel settore healthcare guidata dal fenomeno della tax inversion, dopo il maxi deal di Medtronic-Covidien e quello di Mylan che ha rilevato i generici branded di Abbott 

AbbVie stima che l'operazione ridurrà il tax rate dell'azienda del 22% a circa il 13% entro il 2016 e aumenterà i ricavi nel primo anno dopo il completamento dell'acquisizione di circa 1 dollaro per ogni azione entro il 2020.

L'operazione inoltre mira a diversificare il portafoglio prodotti di AbbVie. L'azienda, nata all’inizio del 2013 dallo scorporo di Abbott, genera infatti il 60% delle entrate grazie all'antireumatico Humira (adalimumab) – il farmaco più venduto al mondo -, la cui scadenza del brevetto negli Stati Uniti è prevista nel 2016.