Troppa burocrazia per l’80% di oncologi e farmacisti ospedalieri

Per superare le “barriere burocratiche” e organizzative arriva il progetto SYN.THESIS

Instaurare un dialogo produttivo tra oncologi e farmacisti ospedalieri, semplificando le procedure di comunicazione per superare le “barriere burocratiche” e organizzative. E risparmiare, così, tempo da restituire al paziente con tumore e risorse da investire nell’acquisto di farmaci innovativi. E’ questo l’obiettivo del progetto SYN.THESIS – promosso dal Collegio italiano dei primari medici oncologi ospedalieri (Cipomo), dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dalla Società italiana di farmacia ospedaliera (Sifo) – presentato oggi a Roma.

Secondo un’indagine Datanalysis condotta su 1.200 tra oncologi, farmacisti ospedalieri e pazienti, che ha affiancato il progetto SYN.THESIS, l’80% di oncologi medici e farmacisti denuncia l’eccesso di burocrazia, causato spesso da sistemi informatici che non si “parlano” tra loro e che secondo Giuseppe Altavilla, direttore dell’Unità operativa complessa di Oncologia medica del policlinico di Messina e coordinatore del progetto per Aiom “andrebbero uniformati". Dello stesso avviso è Giampiero Fasola, presidente Cipomo, secondo cui "è necessario rivedere il sistema. Alcuni strumenti che utilizziamo nelle prescrizioni possono essere forse superati, e pare arrivato il momento di un serio ripensamento della gestione generale dell'assistenza". Questo, aggiunge Altavilla, "non solo ci libererebbe da molti legacci amministrativi, ma ci consentirebbe di dedicare più tempo alla nostra attività di medici e soprattutto di metterci maggiormente al servizio del paziente”. Pazienti che, secondo la citata indagine, nutrono dubbi sulla qualità delle cure che ricevono. Un malato su tre integra l’assistenza pubblica con l’aiuto della famiglia o delle associazioni di volontariato e il 64% ritiene che possano essere messe a rischio le cure con il taglio della spesa. Il 75% dei malati, inoltre, pensa che la razionalizzazione dei costi in oncologia abbia avuto un impatto pesante sulla qualità delle cure.

Proprio la sostenibilità del sistema, insieme alla qualità delle cure e alla centralità del paziente, sono al centro del progetto SYN.THESIS. E proprio nella collaborazione tra oncologi e farmacisti sta il segreto per arrivare a una visione sistemica dei processi di cura, che potrà portare a risparmi e a una maggiore appropriatezza dei trattamenti. A farci un esempio pratico è Sandro Barni, direttore del dipartimento di Oncologia dell’azienda ospedaliera di Treviglio e coordinatore del progetto per Cipomo, che spiega come ottimizzando l’accorpamento dei pazienti che hanno bisogno dello stesso farmaco si possa ottenere una razionalizzazione del lavoro e dunque un risparmio.

Insomma, solo un'alleanza tra diversi attori porterà al superamento delle inefficienze organizzative e dunque a un recupero di risorse utili per una maggiore sostenibilità del sistema oncologico, come conferma anche Maria Grazia Cattaneo, responsabile dell'ufficio gestione qualità nell'azienda ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo, vice presidente Sifo e coordinatrice del progetto: "bisogna attivare un'efficace collaborazione multidisciplinare – spiega – in un percorso condiviso con gli oncologi e con tutti i portatori di interesse, in primo luogo il cittadino".