Malpractice medica: richieste di risarcimento in crescita costante

Presentata la ricerca della SDA Bocconi sulla malpractice medica, che rischia di mettere seriamente in crisi aziende sanitarie e ospedali

L’aumento del numero delle denunce per malpractice medica è una tendenza che ha riguardato, negli ultimi anni, molti paesi sviluppati. Non da meno l’Italia dove aziende sanitarie e ospedali rischiano di dover fare i conti con un numero sempre maggiore di contenziosi e pesanti risarcimenti, andando inevitabilmente a incidere sulle casse e sul welfare. Il problema della gestione dei rischio e del contenzioso, e il suo impatto sulla spesa sanitaria, infatti, è ormai diventata una priorità sia a livello politico, sia di direzione aziendale.

Per fornire uno strumento utile ad arginare il problema la Divisione Ricerche “Claudio Demattè” della SDA Bocconi School of Management, ha condotto una ricerca sponsorizzata dai principali broker internazionali coinvolti nella sanità italiana, Aon, Marsh, Trust Risk Group e Willis, con l’obiettivo di “sviluppare un modello analitico che possa aiutare a delineare i trend emergenti nel rischio e nella gestione del rischio nelle aziende sanitarie italiane a livello regionale” come riporta la ricerca “Criteri di analisi e di valutazione delle scelte assicurative nelle aziende sanitarie”, condotta nel 2012-2013. In modo da offrire “uno strumento di supporto alle aziende sanitarie sia nelle politiche di gestione e finanziamento dei rischi di responsabilità civile terzi (RCTO), sia nella valutazione dell’impatto economico che queste scelte avranno sul bilancio aziendale”.

La ricerca è stata condotta in due fasi: nella prima un panel di esperti provenienti da alcune regioni e da aziende sanitarie pubbliche e private si è confrontato sul tema; mentre nella seconda è stata condotta una analisi qualitativa dei diversi modelli ed esperienze di gestione del rischio da RCT/O (Responsabilità Civile Verso Terzi/Operatori) a livello nazionale, ed è stato sviluppato un modello di lettura dei dati assicurativi degli anni 2001-2012. È stato quindi creato un database contenenti circa 40.000 richieste di risarcimento rilevate su scala nazionale, relative ad un campione di strutture sanitarie pubbliche che rappresentano oltre il 50% del panorama italiano, con riferimento al periodo di denuncia.

Le 40 mila richieste di risarcimento raccolte, sono state divise in quattro macro aree: richieste per lesione fisica al paziente (lesioni), da cui sono state separate le lesioni da parto; richieste per decesso del paziente (decesso); richieste per danno economico a cose o persone (danno); richieste per altre cause (altro). Quello che è emerso è che il 68,9% delle richieste segnalate riguarda presunte lesioni, il 13,2% danni economici a cose o persone, l’8,1% i decessi, l’1,8% le lesioni da parto, lo 0,9% è rappresentato da altre cause, mentre il 7% risulta non identificato (NI). Con un trend in decrescita nella sinistrosità della regione Lombardia e di crescita nelle regioni Liguria, Lazio e Toscana.

Per quanto concerne la distribuzione nelle unità organizzative cliniche dei sinistri osservati: il 20,8% dei sinistri afferisce a unità organizzative di chirurgia generale; l’11,2% a unità organizzative di ortopedia; l’11,0% a unità organizzative di pronto soccorso e chirurgia d'urgenza; il 10,2% a unità organizzative di medicina generale; il 6,7% unità organizzative di ostetricia e ginecologia; il 3,6% a unità organizzative diagnostiche (servizi); l’1,9% a unità organizzative di anestesia; il 20,5% ad altra tipologia di unità organizzativa; e il 14,1% non afferisce a una unità organizzativa specifica.

Dai dati raccolti è emerso che nel 2013, 17 regioni italiane hanno fornito, almeno in parte, linee di indirizzo alle aziende sanitarie del SSR circa le strategie di mitigazione dei rischi. Di queste 11 propongono il ricorso alla mitigazione assicurativa, 2 il riscorso all’autoritenzione assoluta del rischio e quindi la totale assenza di copertura assicurativa, e le restanti 4 a forme miste di assicurazione e ritenzione del rischio.

Per quanto riguarda il valore dei risarcimenti, dall’analisi è emerso in particolare un trend crescente dei risarcimenti medi del 32%, per quanto riguarda i decessi in chirurgia. “Si passa da 469mila euro nel 2012, a 546mila nel 2013, a 617mila nel 2014, con punte (95° percentile) fino a oltre 2,3 milioni di euro (+31% negli anni)” scrivono gli autori della ricerca. “Quando si inserisce nell’analisi anche il dato dei sinistri riservati (gli importi messi a bilancio per sinistri ancora aperti) si nota una riduzione delle previsioni di crescita che a livello nazionale passano a un +2%, con una previsione per il 2014 di un valore medio di 401mila euro e picchi intorno a 1,5 milioni di euro”. Lo studio rivela poi che dalla data di accadimento dell’evento alla data di richiesta di risarcimento rispettivamente passano in media 564 giorni a seguito di decesso, 597 giorni a seguito di lesioni, 742 giorni in conseguenza di una lesione da parto, 72 giorni per danno.

“La combinazione tra la variabilità del valore dei risarcimenti (in particolare nei picchi) associata alla “vita lunga” dei sinistri (mediamente denunciati dopo 2 anni, come evidenziato)” continuano gli autori “se da un lato è fra le cause principali dei premi assicurativi elevati nel settore sanità e della difficoltà a reperire coperture adeguate, dall’altro dovrebbe far riflettere sulla scelta dell’autoassicurazione, talvolta considerata una soluzione per il contenimento dei costi”.

Le cause che hanno condotto nel tempo all’incremento nel numero dei contenziosi, da una parte è dovuta a motivazioni fisiologiche, come la crescita della popolazione, il suo invecchiamento, l’innalzamento delle attese di salute, che negli ultimi anni hanno portato a un aumento della domanda di servizi sanitari da parte dei pazienti, incrementando di conseguenza anche la sinistrosità. Ma anche da un aumento degli importi dei risarcimenti riconosciuti dai tribunali, in particolare per i danni non patrimoniali, dall’ampliamento dei diritti e dei casi da risarcire da parte della giurisprudenza, e da una maggiore consapevolezza e attenzione dei pazienti alle cure ricevute. Infine secondo Grazia Corbello, della Direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Ssn del Ministero della salute, intervenuta durante la presentazione della ricerca a incidere è anche il cambiamento del rapporto tra medico e paziente e la pressione esercitata dei media che continuano a riportare notizie di malpractice medica.

“La richiesta di risarcimento nei confronti di medici e strutture sanitarie, negli ultimi 20 anni è aumentato del 300% e questo ha un impatto economico e sociale sul welfare. Come conseguenza si ha un aumento dei costi diretti in termini di risarcimenti dovuti o di prezzi delle coperture assicurative, maggiori difficoltà nei rapporti tra il medico e il paziente, maggiori costi indiretti derivanti dal ricorso alla cosiddetta medicina difensiva. Il medico prescrive visite, esami e terapie non tanto per il bene del paziente ma per non rischiare di incorrere in contenziosi. Mentre per il sistema assicurativo le conseguenze riguardano le ingenti perdite economiche dovute a un’errata tariffazione delle coperture, e i rapporti più difficili con gli assicurati a causa dell’inevitabile aumento dei prezzi. Ma c’è anche un bilancio sociale perché aumenta la sfiducia tra i cittadini e la demotivazione degli operatori sanitari. Negli ultimi anni infatti si è verificata una fuga dalle specializzazioni più a rischio come ginecologi e chirurgi, con il rischio che queste figure professionali nel tempo tendano a sparire”.

“Serve correre rapidamente ai ripari costituendo riserve su dati certi, rischi calcolati e prevedibili aumenti del contenzioso. Come oggi non avviene, o mai abbastanza” concludono i ricercatori della Bocconi. “E lo strumento utilizzato nello studio di ricerca appare, alla luce delle precedenti osservazioni, un valido modello al fine di descrivere e prevedere il fenomeno del rischio in Sanità, utile a definire compiutamente corrette politiche di trasferimento dei rischi al mercato assicurativo e di riservazione a bilancio”.