Un Master in Market Access, lingua comune per parlare d’innovazione

L'Università 'La Sapienza' di Roma ha lanciato un Master in “Marketing e Market Access Farmaceutico”, per risolvere il conflitto tra innovazione e sostenibilità

Le innovazioni farmaceutiche, mediche e terapeutiche in genere non sono più soltanto una buona notizia: oggi rappresentano un’opportunità, a volte difficile da cogliere, che richiede, da parte dei decisori e degli stessi professionisti della salute, analisi approfondite e scelte mirate; per conciliare innovazione e sostenibilità e per consentire, di conseguenza, il più largo accesso alle nuove cure o alle nuove tecniche da parte dei pazienti. Per formare professionisti che siano al contempo decision maker avveduti, in grado di adottare le scelte migliori per portare l’innovazione “al letto del paziente”, l’Università ‘La Sapienza’ di Roma ha lanciato un Master in “Marketing e Market Access Farmaceutico”, che sarà diretto dalla professoressa Annarita Vestri ed è stato presentato a Roma lo scorso 8 ottobre, in occasione del convegno “Tecnologie mediche: coniugare innovazione e sostenibilità”.

 

“In sostanza – ha spiegato Annarita Vestri – con la disponibilità di nuove proposte terapeutiche, che ad eccezione dei casi di genericazione sono regolarmente più costose di quelle esistenti, la competizione per le risorse disponibili sarà sempre più serrata. L’adozione di nuovi strumenti di contrattazione e l’implementazione delle tecnologie digitali in sanità appaiono in grado di produrre effetti benefici sul sistema salute, ma risolvere il conflitto tra innovazione e sostenibilità richiede anche un investimento culturale che, soprattutto a livello locale, possa consentire a decisori e produttori un dialogo basato sulle evidenze. Speriamo, con il  nostro Master di riuscire a contribuirvi”.

Numerosi i temi che formeranno materie di approfondimento del nuovo Master: dalla diffusione delle malattie allo sviluppo delle nuove cure, fino a un focus sulla loro valutazione economica; il corso presenterà anche simulazioni di decisioni specifiche, riguardanti case history tratte dalla realtà. Criteri di valutazione delle decisioni adottate saranno non solo le loro conseguenze finanziarie, ma anche le loro ricadute sul versante del benessere sociale e la loro validità etica.

 

“Per fare Market Access sarà sempre più importante ricorrere alla teoria delle decisioni – ha aggiunto Annarita Vestri – cioè applicare tecniche di analisi e strumenti quantitativi a fenomeni complessi, allo scopo di prevederne l’evoluzione. Sia chiaro però che non si tratta di affidare ad algoritmi matematici le scelte di politica sanitaria; al contempo non possiamo ignorare che l’utilizzo di appropriati strumenti valutativi possa indirizzare le decisioni per garantire al meglio la salute dell’intera popolazione in un futuro di crisi economica e di ricerca di sostenibilità”.

 

Secondo le stime di MEDI-PRAGMA, società di servizi che da oltre 30 anni analizza i fenomeni italiani nel settore della salute, attualmente sono circa 1.800 gli specialisti che – nelle aziende farmaceutiche, di medical device e di servizi per la sanità – operano sul territorio italiano per agevolare a livello locale i processi di adozione e accesso alle cure. Una schiera di professionisti che dal 2010 al 2014 è quasi raddoppiata (+ 80%). Un fenomeno in controtendenza rispetto al progressivo  assottigliarsi delle reti di informazione scientifica, sostituite in parte anche dal ricorso agli strumenti della comunicazione digitale. Attualmente, tra i primi cento produttori di tecnologie mediche presenti in Italia, in termini di fatturato, il 55% si è dotato di un’organizzazione formale di Market Access. Negli altri casi, le aziende fanno fronte a queste esigenze costituendo “task force” dedicate o rivolgendosi a società di servizi specializzate.

 

Ben al di là della sua funzione di “guida” attraverso la selva delle burocrazie, il Market Access ha progressivamente assunto i connotati di un processo complesso, che incrocia diverse discipline, dalla statistica all’economia alle scienze mediche, richiedendo, inoltre, doti negoziali e di comunicazione. E l’importanza di questo strumento crescerà ancora con l’entrata a regime di nuovi strumenti di regolamentazione dell’accesso al mercato per i farmaci innovativi – ad esempio l’adaptive licensing – a cui le autorità sanitarie italiane ed europee stanno guardando con interesse crescente.