Rebecca, l’app contro la depressione post-partum

Presentato a Roma un network per il sostegno alle mamme. Lorenzin: "Le donne non possono essere lasciate completamente sole all'indomani della gravidanza"

Ogni anno una mamma su sette si ammala di depressione pre e post-partum, ma soltanto una su quattro riceve trattamenti adeguati. A loro è dedicato Rebecca Blues, il primo network digitale pensato per il sostegno alla maternità e per rafforzare il rapporto medico-paziente in una fase così delicata del ciclo di vita delle donna.

La novità è al centro del convegno organizzato il 13 e il 14 ottobre a Roma dall’associazione Strade Onlus e da Rebecca fondazione. “La sfida che vogliamo lanciare – spiega Antonio Picano, dirigente di Psichiatria all’ospedale San Camillo di Roma e presidente di Strade Onlus – è la creazione di una rete di supporto alla maternità con un approccio di massa al problema, economicamente sostenibile e pensato per integrarsi con il Servizio sanitario nazionale”.

Rebecca Blues è scaricabile gratuitamente su smartphone e tablet. Chi si iscrive può cominciare un percorso di formazione, monitoraggio, autodiagnosi e supporto in stretto contatto con un medico di fiducia, sia esso il ginecologo, il medico di famiglia, il pediatra o lo psichiatra. La piattaforma è pensata anche per fornire servizi di formazione attraverso filmati dedicati alla mamma, alla famiglia, ai partner, ma anche ai professionisti della sanità che aderiranno al progetto.

“È un tema estremamente importante sia dal punto di vista sanitario sia dal punto di vista culturale”, ha commentato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “Purtroppo – ha aggiunto – la  depressione post-partum viene spesso stigmatizzata da un punto di vista sociale, non compresa, e soprattutto non vengono informati nel modo adeguato i genitori, le coppie e le giovani mamme".

Il ministro si è rivolto poi alle mamme: “Non bisogna vergognarsi, bisogna parlarne e riuscire anche a condividere un momento che è bellissimo, ma che presenta tante novità che ovviamente possono mettere in crisi in modo inusuale anche chi pensa che il proprio percorso sia molto più semplice e naturale”.