Eterologa, a Firenze la prima volta in una struttura pubblica

In Toscana il primo trattamento dopo lo stop della Consulta al divieto contenuto nella legge 40. Il presidente Rossi: "Mille coppie in lista d'attesa"

La fecondazione eterologa per la prima volta in una struttura pubblica. Il primato spetta alla Toscana: oggi all’ospedale Careggi di Firenze è stato praticato il primo intervento con gameti maschili acquisiti in una banca del seme europea. E domani un’altra coppia sarà già pronta a completare il percorso clinico per sottoporsi al trattamento.

“Sono già mille le coppie, da varie regioni, in lista d’attesa”, ha spiegato il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, sottolineando come le richieste siano “il segno di un bisogno di natalità in un Paese dove le nascite si sono più che dimezzate nel corso degli ultimi 50 anni”. La Regione guidata da Rossi è la prima a muoversi dopo la sentenza della Corte Costituzionale che, nella primavera scorsa, ha dichiarato incostituzionale il divieto di ricorrere alla fecondazione eterologa contenuto nella legge 40 del 2004.

“È un trattamento che dura pochissimo e non cruento, praticato in day hospital”, ha spiegato il direttore sanitario del Careggi, Maria Teresa Mechi.  Nell’ospedale fiorentino era già presente un centro per la fecondazione omologa. Ora il passo in avanti: “I nostri professionisti compongono un team multidisciplinare e hanno collaborato alla costituzione delle linee guida a livello nazionale. È stato possibile avviare questo percorso proprio perché avevamo qui competenze adeguate. Negli ultimi mesi si è andato a definire il quadro, rispetto a questioni come il consenso informato e gli aspetti giuridici".

Intanto la struttura toscana si sta attrezzando per far fronte alle richieste.  “Con l'entrata in servizio di un nuovo medico di ginecologia – fanno sapere dall’ospedale – l’offerta ambulatoriale sarà potenziata e saremo in grado di visitare 40 coppie a settimana”. Così i tempi d’attesa, che attualmente sono di almeno un anno, potranno ridursi.

Sul bollettino della Regione Toscana è stata pubblicata oggi la delibera relativa ai trattamenti di fecondazione eterologa: sarà prevista nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza (Lea) per le donne sotto i 43 anni, ma con possibili deroghe. Il testo definisce anche modalità di approvvigionamento dei gameti, fra cui l’egg sharing, ovvero la possibilità per la donna che si sottopone a procreazione assistita omologa di donare parte degli ovociti non utilizzati, e il social freezing, cioè la possibilità di crioconservare gli ovociti in età giovane per utilizzarli successivamente, eventualmente anche a fini di donazione per l'eterologa.